Ericsson, spuntano altri 137 esuberi a Genova
Genova - A Genova gli esuberi sono 93 entro il 2016 e 44 entro il 2017 e coinvolgeranno i dipartimenti di ricerca e sviluppo.
Genova - Con la presentazione oggi a Roma del piano industriale, Ericsson - che a Genova conta circa 600 dipendenti - ha dichiarato di voler procedere a un nuovo adeguamento delle risorse occupazionali comunicando ai sindacati 385 esuberi a livello nazionale su circa 4 mila dipendenti. A Genova gli esuberi sono 93 entro il 2016 e 44 entro il 2017 e coinvolgeranno i dipartimenti di ricerca e sviluppo. Lo rende noto Slc Cgil sottolineando che «i numeri potrebbero aumentare quando sarà aperta la procedura e coinvolta l’area commerciale».
«Questa decisione è l’ultima di una serie che ha portato i dipendenti genovesi della multinazionale da circa mille a poco più di 600» scrive Fabio Allegretti, del Slc Cgil. A Genova, lunedì si terrà l’assemblea in azienda: «Slc Cgil - si legge nella nota - proporrà una mobilitazione durissima, chiedendo la solidarietà di tutta la città. Il disimpegno dell’azienda è nazionale ma per Genova questa notizia significa il fallimento del progetto Erzelli e con esso il fallimento della politica. Questa vertenza non è un problema solo per chi rischia di perdere il lavoro, è un problema della città e deve essere affrontato con l’impegno massimo delle istituzioni locali e regionali». Sulla questione anche una nota di Alice Salvatore e Marco De Ferrari (M5s): «Ericsson è l’emblema del fallimento politico-economico dell’operazione Erzelli, pessimo biglietto da visita per eventuali nuovi investitori. Questo succede quando si impone dall’alto un progetto» e «il copione si sta ripetendo con il Blue Print, dimostrando come la vecchia politica non abbia imparato dai propri errori e continui a seguire modelli di sviluppo economico che mostrano ovunque le crepe».