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L’automatizzazione nel porto di Los Angeles / SPECIALE

Los Angeles - Al terminal TraPac LLC, affiliato a Mitsui O.S.K. Lines, 27 grandi robot rossi movimentano i container.

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Los Angeles - Anche il terminal TraPac del porto di Los Angeles, ha introdotto da mesi grandi macchine automatiche per la movimentazione dei container. In realtà, i porti statunitensi sono piuttosto lenti – rispetto, per esempio, ad alcuni importanti porti europei - a introdurre l’automazione, per via di problemi con le maestranze, ma le previsioni riguardanti il massiccio aumento del traffico di merci a seguito dell’entrata in vigore del Trans-Pacific Partnership (TPP) Agreement hanno motivato le autorità portuali a rinnovare le strutture e le operazioni. Los Angeles TraPac è uno dei terminal più importanti degli Stati Uniti, ed è uno dei quattro statunitensi che si stiano automatizzando.
Il TraPac LA è oggi dotato di alcune gru di impilaggio automatizzate (non tutte le staking crane sono automatizzate al TraPac) che sono state integrate con gli straddle carrier, i carrelli automatizzati (10 gru di impilaggio integrate con 17 straddle carrier automatizzati). I container sono movimentati dalle macchine automatiche, fino al posizionamento sui camion per l’uscita dal terminal. Sulle gru di impilaggio sono collocate videocamere che rimandano al TLS (Terminal Logistics System), per la guida manuale del posizionamento del container, nell’ultimissima fase. L’operatore alla consolle riesce a posizionare un container in meno di un minuto.
L’ARTICOLO COMPLETO E’ DISPONIBILE SU TTM-TECNOLOGIE TRASPORTI MARE

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