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Ericsson licenzia a Genova, festeggia a Roma

Genova - La prima parola che il sindaco Marco Doria usa è «sconcertante»: e pronunciata da un sindaco di sinistra, per commentare l’operato di un governo guidato da un premier Pd (alla vigilia di un nuovo sciopero che oggi riporterà i lavoratori Ericsson in strada) non può non lasciare il segno

Bruno Viani
2 minuti di lettura
figuraintera 

Genova - La prima parola che il sindaco Marco Doria usa è «sconcertante»: e pronunciata da un sindaco di sinistra, per commentare l’operato di un governo guidato da un premier Pd (alla vigilia di un nuovo sciopero che oggi riporterà i lavoratori Ericsson in strada) non può non lasciare il segno.


L’ATTACCO DEL SINDACO

Per Doria è «sconcertante» che il governo mercoledì abbia ospitato palazzo Madama i massimi vertici Ericsson, quando questi avevano dissertato l’incontro fissato al ministero dello Sviluppo economico per discutere il piano-esuberi della multinazionale svedese. E (per di più) per un incontro dal nome che suona irridente dopo l’avvio delle procedure di licenziamento per 400 persone, 147 a Genova: “Giovani, innovazione, sviluppo, crescita”.

Il sindaco, anche se da Roma gli arrivano notizie secondo le quali Renzi avrebbe diplomaticamente saltato il saluto iniziale al convegno (essendosi trattenuto col premier svedese Kjell Stefan Löfven) è durissimo. «Come può Ericsson, mentre licenzia centinaia di lavoratori, organizzare un convegno su giovani e crescita al quale il governo fa partecipare alcuni dei suoi ministri? Quanto è accaduto sconcerta non solo i lavoratori ma tutta Genova e le altre città italiane coinvolte: Ericsson deve sospendere la procedura e accettare il confronto. E il governo deve portare Ericsson al ministero dello Sviluppo economico perché le strategie della multinazionale interessano l’economia del Paese». In serata, Doria e il sindac di Pisa Marco Filippeschi firmano una nota congiunta per dare più forza alle richieste.

Oggi è annunciato uno sciopero nazionale dei lavoratori Ericsson di otto ore, con presidio sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, mentre In città si fermeranno i dipendenti della sede di Erzelli, drammaticamente coinvolti nel piano di ristrutturazione. È stato annunciato un semplice presidio a Erzelli a partire dalle 7.30 e per tutta la giornata. «Ma sulla carta doveva essere così anche in occasione degli ultimi due cortei» E si arriva a otto: otto giorni di mobilitazione per i dipendenti di Ericsson, quaranta ore di sciopero in meno di un mese, dal 13 giugnoa oggi. .


QUEI 19 GIÀ “CONDANNATI”

Le vertenze sindacali sono fatte di numeri, mai di nomi. Un’azienda non dice che licenzierà Rossi o Bianchi, dice in questo caso che farà a meno di 147 figure professionali su 650, in massima parte pescate nel settore ricerca e sviluppo, una decina tra il commerciali. Numeri, appunto, e percentuali: ogni tre salvati, uno sarà cacciato.

Ma se scorrendo queste “figure professionali” si scopre che verrà smantellato un intero reparto di 19 persone e questo reparto ha un nome (”Sourcing”) allora i numeri diventano persone, si scopre che alcune di loro hanno trent’anni e sono tra le ultime assunte tra mille speranze. Ora sono condannate a uscire di scena, appese al filo di speranza di una trattativa che non è mai partita. Ai 19 del reparto Sourcing, che non hanno nessuna voglia di apparire, brucia ancora di più quella convention che sembra ed è uno schiaffo: “Giovani - innovazione - crescita”, brindisi alla buvette di Palazzo Madama e lettere di licenziamento pronte a partire all’indirizzo di 400 famiglie.

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