Cina, prodotte due turbine ogni ora

Roma - Rapporto dell’International Energy Agency: Pechino ha la febbre da eolico, ma il carbone resta leader.

Roma - È febbre da eolico in Cina, che costruisce di media due turbine ogni ora, secondo l’ultimo rapporto dell’International Energy Agency, l’agenzia parigina di monitoraggio del settore energetico a livello mondiale. La frenesia, avverte, però, l’Iea, non sostituisce il ruolo del carbone, che continua ad avere la precedenza nell’accesso alla rete di distribuzione, lasciando in molti casi inutilizzata l’energia prodotta dal vento o dal sole. Il caso limite è quello del Gansu, nel nord-ovest del Paese, dove il 39% dell’energia prodotta dall’eolico non viene utilizzata perché non può accedere alla rete. La situazione per la Cina è di fatto insostenibile, secondo un’inchiesta condotta dalla Bbc. La corsa degli anni passati alle energie rinnovabili, su tutte l’eolico e il solare, ha prodotto un boom di nuove installazioni, che non è però andata di pari passo con l’aggiornamento della rete di distribuzione nazionale. La soluzione, per gli analisti del Global Wind Energy Council, è progredire verso la riforma del settore dell’energia elettrica. Una soluzione analoga l’avevano proposta, alcuni mesi fa, anche un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, secondo cui entro il 2030 la Cina potrebbe arrivare a produrre il 26% della propria energia dal vento, ma per riuscire a sfruttarne appieno il potenziale, occorrerà una riforma del settore. La transizione dal modello di energia dominato dal carbone, ancora oggi la prima fonte di energia nel Paese, verso uno più sostenibile è ancora lenta, anche se in divenire. Il carbone è uno dei settori al centro delle attenzione del governo per i problemi di sovrapproduzione: finora, dall’inizio del 2016, sono state tagliate 150 milioni di tonnellate, il 60% dell’obiettivo per l’anno in corso. Gli ultimi dati ufficiali mostrano un significativo calo della produzione nei primi otto mesi del 2016, il 10,2% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a 2,18 miliardi di tonnellate, ma le importazioni hanno registrato un balzo del 12,4% tra gennaio e agosto scorsi, con un’impennata nello scorso mese di agosto, in cui l’aumento è stato del 52,1% rispetto ad agosto 2015.

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