Leonardo, produzione garantita per tre anni
Roma - Se non fosse per i ricavi, che sono calati dell’8% nel 2016 rispetto allo scorso anno - «per effetto del cambio negativo euro-sterlina», dice l’azienda -, i numeri di Leonardo avrebbero tutti segno positivo. Il consiglio di amministrazione, ieri, ha esaminato i dati preliminari 2016 e approvato il piano industriale 2017-2021
Roma - Se non fosse per i ricavi, che sono calati dell’8% nel 2016 rispetto allo scorso anno - «per effetto del cambio negativo euro-sterlina», dice l’azienda -, i numeri di Leonardo avrebbero tutti segno positivo. Il consiglio di amministrazione, ieri, ha esaminato i dati preliminari 2016 e approvato il piano industriale 2017-2021 «incentrato su sviluppo e crescita», in attesa del prossimo incontro del 16 marzo a Londra. Il gruppo ha dichiarato di avere una produzione garantita per i prossimi tre anni: nel 2016 gli ordini sono stati pari a circa 20 miliardi di euro, in crescita di oltre il 60% rispetto al 2015, e molto è dipeso dalla commessa per la fornitura di 28 velivoli “Eurofighter Typhoon” da parte del Kuwait che ha fruttato ben 7,95 miliardi di euro. Il portafoglio ordini ha raggiunto quota 35 miliardi di euro, superiore del 20% rispetto al 2015, mentre i ricavi hanno toccato quota 12 miliardi (-8%). L’Ebita, nei dodici mesi scorsi, è stato positivo per circa 1,25 miliardi di euro (+4%), il risultato netto ordinario positivo per oltre 500 milioni di euro (+100) e l’indebitamento netto del gruppo è calato del 15% a quota 2,8 miliardi di euro. Il piano di Leonardo per i prossimi cinque anni prevede una crescita media annua dei ricavi 2017-2021 «compresa tra il 3% e il 5%,supportata dal solido portafoglio ordini».
Commentando i dati preliminari, l’amministratore delegato Mauro Moretti ha parlato di numeri che «confermano l’efficacia delle scelte poste alla base del piano industriale». A Genova il gruppo conta circa duemila dipendenti. «I risultati resi pubblici nelle ultime ore sono sicuramente incoraggianti - commenta Enzo Russo, responsabile Leonardo della segreteria genovese Fiom Cgil - anche se questi numeri fotografano una situazione ormai passata e per il futuro il quadro è ancora tutto da valutare: servono maggiori certezze». Secondo Antonio Apa, segretario Uilm Genova, « i buoni traguardi raggiunti sono dovuti quasi esclusivamente alla ormai vecchia commessa firmata con il Kuwait. Il gruppo, per il resto, ha solo ridotto costi e investimenti invece di fare scelte strategiche».