Shipping automation, una lunga strada da fare / ANALISI
Genova - Le grandi aziende del settore sempre più impegnate nella sfida con nuovi progetti tra benefici e rischi
FIORELLA OPERTO
Genova - Negli ultimi due anni, e in particolare dalla metà del 2017, sono cresciuti in numero e importanza le iniziative e i progetti di “shipping automation” (terminal robotizzati, Digital Ship, Autonomous Vessel, ecc). Come sanno gli esperti, i professionisti, gli operatori e il personale, il settore dello shipping non è stato tra i più rapidi nell’adottare tecnologie innovative, a causa della sua caratteristica tipicamente conservatrice, del numero e diversità di mansioni e sistemi attivi e dei molti operatori coinvolti.
Le grandi società di automazione&logistica, digitalizzazione e robotica, d’altra parte, trovano nel settore shipping&logistica marittimi un campo aperto, relativamente scoperto e interessato a risparmiare sui costi e premuto dalla concorrenza. La pressione sul settore per una completa automazione dei container terminal è notevole, ed è dovuta sia a motivi interni allo sviluppo del settore sia alla necessità di adeguare i terminal e le loro operazioni alle attuali norme di safety, security e sostenibilità.
Sono in corso diversi progetti di full automated terminal. Inoltre, estendere le operazioni automatiche o robotiche dai terminal alle navi ridurrebbe ulteriormente i costi di personale e renderebbe possibile la trasformazione delle stesse in puri carrier, con spazio addizionale per i container il che, associato a miglioramenti nel fuel e nei materiali di composizione delle navi tesi ad alleggerirne lo scafo, ottimizzerebbe ulteriormente le operazioni. Inoltre, una migliore raccolta e analisi dei dati potrebbero generare un miglioramento della produttività, come nel caso assai avanzato del trasporto aereo.
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