Conte e la carta infrastrutture / IL RETROSCENA
Roma - Cosa fare? Cosa cedere a Bruxelles? Queste domande tormentano tre uomini che, ieri, sedevano vicini sui banchi di governo dell’Aula di Montecitorio, ma non sono mai stati così distanti tra di loro. La lite politica e le urla delle opposizioni sono il rumore di fondo di pensieri che volano altrove
Ilario Lombardo
Roma - Cosa fare? Cosa cedere a Bruxelles? Queste domande tormentano tre uomini che ieri sedevano vicini sui banchi di governo dell’Aula di Montecitorio, ma non sono mai stati così distanti tra di loro. La lite politica e le urla delle opposizioni sono il rumore di fondo di pensieri che volano altrove.
Volano alla notizia giunta da poco da Bruxelles: bocciatura. E ora? Matteo Salvini ha detto di essere disponibile a mollare qualcuno dei sei-sette miliardi destinati alla riforma delle pensioni. Di Maio invece non vuole, e si limita a ripetere che anche lui è favorevole a modifiche da inserire nel percorso parlamentare delle manovra, ma senza toccare le risorse previste, piuttosto aggiungendo clausole di garanzia e sbloccando quanti più investimenti è possibile.
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