L’intelligenza artificiale contro i pirati dei Caraibi

L’obiettivo dichiarato è chiaro: combattere l’illegalità nell’area. La piattaforma Ai messa a punto dalla Windward verrà quindi utilizzata per sostenere il gruppo nella sua battaglia contro il traffico di stupefacenti e altre attività illegali svolte nella zona economica esclusiva dei Caraibi

Un sistema basato sull’uso dell’intelligenza artificiale per aumentare la sicurezza nelle acque caraibiche: è quanto sta mettendo a punto la Caricom (Caribbean Community Implementation Agency for Crime and Security).

La Comunità ha recentemente siglato un accordo mirato alla finalizzazione di un’analisi specifica da parte della Windward - azienda inglese specializzata nella realizzazione di sistemi tecnologici basati sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale - con l’ambizioso obiettivo di migliorare il livello della sicurezza e della salvaguardia marittima nelle Isole Caraibiche fornendo specifiche analisi di rischio in tempo reale riferite a navi, società, armatori e altri soggetti coinvolti.

Con intelligenza artificiale (Ai), secondo la definizione fornita dall’esperto in materia Marco Somalvico, si intende quella branca dell’informatica che «studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che a un osservatore comune sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana». La Caricom ( originariamente denominata Comunità e mercato comune caraibici) è stata istituita con il trattato di Chaguaramas, entrato in vigore il 1 agosto 1973. È allo stato attuale formata da 15 stati membri e da cinque membri associati, oltre che dal Regional Security System della Caricom, un’organizzazione che comprende le Barbados e altri Paesi dei Caraibi Orientali.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: combattere l’illegalità nell’area. La piattaforma Ai messa a punto dalla Windward verrà quindi utilizzata per sostenere il gruppo nella sua battaglia contro il traffico di stupefacenti e altre attività illegali svolte nella zona economica esclusiva dei Caraibi: «La soluzione elaborata dalla Windward diventa uno strumento indispensabile nella nostra battaglia contro le attività illegali - spiega il luogotenente colonnello Michael Jones, direttore esecutivo della Caricom -. Considerando che le metodologie utilizzate dal trasporto commerciale marittimo illegale stanno diventando sempre più raffinate, abbiamo ritenuto necessario rivolgerci a un’azienda specializzata, come è la Windward, per ricercare una soluzione avanzata dal punto di vista tecnologico che ci consenta di fermare la crescita dell’illegalità nelle nostre acque individuando le navi sospette. Sarà così possibile assistere gli Stati membri della Caricom e porre un freno allo shipping illecito, diminuire l’impatto della pesca illegale e sorvegliare il demanio marittimo grazie a un sistema di monitoraggio di alto livello».

La Maritime Ai, ovvero il sistema tecnologico messo a punto dalla Windward, è alimentata da centinaia di modelli analitici comportamentali e oltre 10 miliardi di unità di osservazione che permettono, grazie a un’avanzata capacità di elaborazione e interconnessione dei dati, di prevedere in tempo reale quali soggetti potrebbero essere coinvolte in attività illecite: «Siamo davvero molto orgogliosi e soddisfatti che la Comunità caraibica abbia scelto Windward per far fronte alla propria battaglia, e quindi aumentare il livello di sicurezza delle acque dell’area - dice Ami Daniel, amministratore delegato e co-fondatore della Windward -. Il Mar dei Caraibi rappresenta un punto di riferimento per le rotte commerciali legate alla tratta di sostanze illegali in partenza dall’America Latina e del greggio sotto sanzioni in partenza dal Venezuela. Con l’utilizzo della tecnologia messa a punto dalla nostra azienda, la Caricom potrà rinforzare le difese nei confronti di queste attività illegali e proteggere i propri confini aumentando nel contempo i livelli di trasparenza necessari alle attività commerciali».

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