Due progetti per promuovere l’energia solare

Una fonte alternativa poco sviluppata nel settore navale potrebbe trovare maggiore applicazione

I pannelli solari orizzontali posso catturare direttamente l'energia solare, mentre i pannelli verticali possono catturare i raggi riflessi

di ALBERTO GHIARA

Genova - Nella panoramica di soluzioni che si stanno sperimentando per accompagnare la transizione energetica nel settore marittimo, dal fuel sporco a quello a basso contenuto di zolfo, al gnl fino all’alternativa di metanolo, ammoniaca e idrogeno e persino del vento, finora ha trovato spazio minore l’energia prodotta dal sole. Limiti tecnici nel hanno frenato l’adozione, ma ciò non significa che non ci sia chi sta studiando nuove tecniche anche in questa direzione.

Una, anzi due idee curiose arrivano da Martin Giordano, ingegnere meccanico di Villa Ramallo, in Argentina, che ha pubblicato le sue proposte sulla prestigiosa rivista The naval architect, organo dell’associazione britannica Rina-The royal institution of naval architects di Londra, associazione di professionisti del settore che fra l’altro, per inciso, è attualmente presieduta dall’armatore italiano Maurizio D’Amico. L’ingegnere sta adesso cercando sponsor per la sua iniziativa in America Latina e anche in Europa e è convinto che i suoi progetti potrebbero interessare anche l’Unione europea.

Giordano ha studiato soluzioni sia da adattare a navi di grandi dimensioni, di 50.000 dwt e oltre, che viaggino a basse e medie velocità, sia a navi e imbarcazioni che potrebbero viaggiare a alta velocità.

"Queste navi a energia solare - spiega l’ingegnere - possono vedersi come navi a propulsione elettrica in cui vengono utilizzati pannelli solari per generare la maggior quantità possibile di energia per la propulsione, ma anche per il consumo degli altri equipaggiamenti che hanno a bordo le navi da carico”. L’obiettivo è soprattutto “rimpiazzare in futuro i combustibili fossili che si utilizzano attualmente, a causa della scarsità e dell’alto costo che avranno in futuro”. In questo quadro e considerando le ricerche che si stanno facendo sulle imbarcazioni elettriche a batterie o con l’utilizzo di idrogeno e celle a combustibile, “l’utilizzo di pannelli solari sulla propria nave diminuirà la necessità di acquisire energia da fonti esterne”. Diminuendo la spesa per l’energia “diminuirà anche il costo finale del valore dei noli”. L’idea alla base di questo progetto sono pannelli solari di struttura telescopica che permettono di ampliare la superficie esposta al sole durante la navigazione e di ridurla quando la nave arriva in un porto. Con la struttura telescopica si può avere una superficie utilizzabile per captare l’energia solare maggiore rispetto alla superficie della nave, che è il limite attuale. I pannelli riceveranno i raggi sia direttamente dal sole sia indirettamente dalla luce riflessa dal mare, massimizzando così l’utilizzo dell’energia.
“Il principale vantaggio di queste navi è che diminuirà il costo finale dell’energia consumata e così potrà diminuire il costo e il valore dei noli del carico. Un altro vantaggio è che sarà necessaria una minor quantità di batterie elettriche per avere la stessa autonomia di una nave elettrica attuale” Le batterie infatti “hanno un peso importante e maggiore rispetto ai combustibili fossili e al gasolio” necessari per produrre la stessa quantità di energia.
Questo sistema funziona per navi di grandi dimensioni, ma è adatto alla navigazione lenta o di velocità intermedia, per mercantili e pescherecci. Richiede un investimento maggiore all’acquisto e riduce lo spazio per il carico. Ma lo svantaggio principale è che il sistema telescopico risente della resistenza del vento e non può essere utilizzato su navi a alta velocità.
Per questo Giordano ha sviluppato anche un sistema specifico per le navi a alta velocità. In particolare il sistema è pensato per le cosiddette wig, imbarcazioni simili a idrovolanti che sfruttano l’effetto wings in ground.
A differenza delle wig più diffuse, che hanno il sistema di propulsione sopra il pelo dell’acqua, il sistema di Giordano ha i propulsori subacquei, il che rende l’imbarcazione meno simile a idrovolanti, pur mantenendo la tipica struttura con le ali. Proprio le ali consentono di avere una superficie sufficiente per i pannelli solari. La caratteristica più importante è che, perché non si producano sforzi laterali che destabilizzino la nave, la struttura alare è fatta in modo da coincidere sempre con la direzione del vento.
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