estesa a tutta la zona industriale

L’Interporto di Padova avvia la Comunità energetica sostenibile

Per questa società l’energia elettrica autoprodotta con impianto fotovoltaico è sempre stata un elemento centrale nelle politiche per offrire ai propri clienti una logistica sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale

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Il tetto della Cittadella della logistica con i nuovi pannelli fotovoltaici potenziati  

Padova – Per l’Interporto di Padova l’energia elettrica autoprodotta con impianto fotovoltaico è sempre stata un elemento centrale nelle politiche per offrire ai propri clienti una logistica sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale.

Oggi la società di gestione di questa infrastruttura ha annunciato la nascita della prima Comunità energetica della Zona industriale di Padova, di cui l’Interporto è il promotore; l’aggiornamento tecnologico di una porzione dell’impianto fotovoltaico sui tetti dei magazzini, che permette di incrementare la potenza a parità di superficie di tre megawatt di picco; il debutto nella flotta di Cityporto, il servizio di distribuzione urbana delle merci con mezzi sostenibili, del primo furgone tutto elettrico che copre l’area del centro della città di Padova.

Comunità energetica: l’Interporto ospita il primo impianto fotovoltaico da un megawatt
Prende vita appunto la prima Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) su scala industriale della città. A guidare questa svolta è l’Interporto di Padova, che ospiterà sulla copertura di un proprio magazzino un impianto fotovoltaico da 1 MWp su 20 mila metri quadrati di superficie, capace di produrre oltre un milione di chilowattora all’anno di energia elettrica da fonte solare.

Il nuovo impianto fotovoltaico su cui si fonderà la Comunità energetica della Zona industriale di Padova  

L’iniziativa rappresenta una risposta agli obiettivi di neutralità climatica previsti dall’Unione europea per il 2030, e offrirà benefici ambientali, economici e sociali alle imprese e agli attori pubblici del territorio.

Secondo le stime, l’impianto fotovoltaico permetterà di evitare l’emissione in atmosfera di circa 520 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. La produzione di energia sarà condivisa tra i membri della Comunità energetica, che includerà aziende, enti pubblici e in futuro anche cittadini.

Le imprese insediate nella zona industriale di Padova potranno fare richiesta per accedere alla Cer, usufruendo di incentivi statali. L’impianto fotovoltaico verrà finanziato e realizzato dalla società Gift, realtà veneta specializzata nella progettazione e gestione di Comunità energetiche.

Il progetto è stato reso possibile per effetto di un insieme di fondi privati e agevolazioni del Piano nazionale di Ripresa e resilienza gestite dalla società Ambico, che insieme alle altre società del gruppo sostiene la diffusione delle Cer come leva strategica per la decarbonizzazione: “Per chiunque abbia una superficie disponibile per realizzare un impianto fotovoltaico, questo è il momento di agire – dichiara Jonathan Morello Ritter, imprenditore padovano a capo del gruppo Ambico e promotore della Comunità energetica -. Grazie ai nostri fondi e agli incentivi del Pnrr, oggi il fotovoltaico è una scelta conveniente per tutti. Anche la pubblica amministrazione ha un ruolo chiave: mettere a disposizione tetti, parcheggi e aree inutilizzate può generare valore ambientale ed economico per le comunità”. Con questa iniziativa, Padova si candida a diventare un modello nazionale di transizione energetica nei distretti industriali, puntando a sviluppare ulteriori impianti fotovoltaici in collaborazione con aziende e istituzioni locali per raggiungere l’obiettivo dei 300 megawatt. L’obiettivo a medio termine è creare una rete diffusa di Cer in grado di coprire fino al 30% del fabbisogno energetico della zona industriale, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e rendendo più competitivo il tessuto produttivo locale.

Fotovoltaico sui tetti dei magazzini: la potenza complessiva passa così da 13 a 16 MW
La tecnologia evolve e così una parte dei pannelli fotovoltaici installati sui tetti dei magazzini dell’Interporto sono stati sostituiti nei mesi scorsi dal gestore ContourGlobal con pannelli di ultima generazione.

L’intervento ha riguardato le coperture dei due edifici più a Ovest della Cittadella della Logistica, per complessivi 40.200 metri quadrati. Sono stati installati 7.770 nuovi moduli in silicio monocristallino (tecnologia N-type) da 425 watt di picco cadauno che assicurano una maggiore potenza di 3,3 MWp rispetto a prima.

In questo modo la potenza complessiva dell’impianto passa da 13 MWp a 16,3 MWp. Un volume di energia pari a quello annuale di circa 6.500 famiglie. L’Interporto di Padova è stato un pioniere nell’installazione di grandi impianti fotovoltaici su tetto: all’epoca dell’inaugurazione, nel 2010 (ma il progetto era partito già nel 2007) l’impianto padovano era il più grande d’Italia nel suo genere.

Oggi a distanza di 15 anni la tecnologia è evoluta e anche la normativa è molto più flessibile e in linea con le necessità dia dei gestori che degli utilizzatori finali e l’impianto è quindi pienamente operativo.

Debutta il primo furgone full electric di Cityporto
Si muove (silenzioso) da qualche settimana tra le strade e le piazze del centro storico di Padova il primo furgone elettrico della flotta di Cityporto. Si tratta di un mezzo agile ma capiente con una massa complessiva di 6.000 chili e una portata utile di 2.450 kg prodotto dalla Foton. E’ dotato di un cassone metallico con sponda idraulica.
Il nuovo mezzo elettrico della Cityporto (franco tanel)  

L’autonomia è di oltre 200 chilometri e il tempo di ricarica medio è di circa quattro ore. Fino ad oggi gli 11 furgoni della Cityporto erano alimentati a metano, il combustibile più ecologico disponibile sul mercato perché fino a poco tempo fa i mezzi elettrici sul mercato non soddisfacevano completamente le esigenze del servizio: in particolare il forte consumo di energia necessario per l’azionamento della sponda idraulica, e l’indispensabile funzionamento del climatizzatore per l’autista, incidevano pesantemente sulla reale autonomia del mezzo.

La Cityporto, che lo scorso anno ha festeggiato i 20 anni consecutivi di attività, oggi effettua più di 70 mila consegne all’anno, e ha allargato la propria attività giornaliera anche alla merce deperibile, per cinque supermercati nella Zona a traffico limitato di Padova. Il modello Cityporto e la sua longevità fanno sì che il servizio sia costantemente studiato e analizzato in Italia e in Europa. Ma soprattutto la Cityporto ha evitato l’emissione di migliaia di tonnellate di CO2 e centinaia di chilogrammi di polveri sottili.
Luciano Greco, presidente dell'Interporto di Padova  

Il presidente dell’Interporto di Padova, Luciano Greco, sottolinea: “Siamo stati pionieri 15 anni fa nell’installazione di un grande impianto fotovoltaico su tetto, quando tanti guardavano ancora con scetticismo questa tecnologia. Oggi manteniamo questo impegno nell’innovazione sostenendo lo sviluppo della prima Comunità energetica sostenibile della Zona industriale. Si tratta di un primo esempio concreto della rigenerazione della Zona industriale sulla quale, come società a maggioranza pubblica, ci impegneremo nei prossimi anni. Oltre a supportare l’iniziativa privata nell’ambito delle comunità energetiche, prosegue l’impegno dell’Interporto di Padova nell’investimento sulle energie rinnovabili grazie all’aggiornamento dell’impianto fotovoltaico sui tetti dei magazzini di proprietà della società e sull’abbattimento dell’impatto ambientale del trasporto merci nell’ultimo miglio, con l’introduzione dei furgoni elettrici nella flotta della Cityporto. Ricordiamo che la Cityporto è un servizio che da 20 anni sostiene il commercio della nostra città e collabora con le imprese della logistica, rendendo più efficiente la distribuzione delle merci nel centro storico di Padova, e diminuendo le emissioni inquinanti e la congestione stradale.”