Rotta obbligata verso le zero emissioni: il nuovo quadro Imo per la decarbonizzazione marittima
A cura di Asla – l’Associazione degli Studi Legali Associati
L’Organizzazione Marittima Internazionale ha compiuto un passo decisivo verso l’introduzione di un sistema normativo globale e vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra prodotte dal trasporto marittimo.
Durante la riunione del Comitato per la protezione dell’ambiente marino (MEPC 83), svoltasi nell’aprile 2025, è stato approvato un pacchetto di misure che confluirà in un nuovo capitolo dell’Allegato VI della Convenzione MARPOL. Il testo, che sarà adottato formalmente nell’ottobre 2025 e dovrebbe entrare in vigore nel 2027, si rivolge alle navi di stazza lorda superiore a 5.000 tonnellate. Queste navi sono responsabili di circa l’85% delle emissioni di CO₂ del trasporto marittimo internazionale.
Il nuovo quadro, denominato Net-Zero Framework, introduce due elementi principali: uno standard globale per i combustibili marini e una misura economica di pricing delle emissioni. Le navi saranno tenute a ridurre nel tempo l’intensità di gas serra per unità di energia utilizzata, calcolata con un approccio “well-to-wake”. In caso di superamento delle soglie di emissione previste, gli operatori dovranno acquistare unità correttive.
Le navi che emettono meno del limite avranno diritto a generare unità in eccesso, che potranno essere conservate, trasferite o vendute. Le unità correttive saranno ottenibili anche mediante il versamento di contributi al nuovo Fondo Net-Zero dell’IMO, che sarà finanziato attraverso il sistema tariffario sulle emissioni. Il Fondo supporterà la diffusione di tecnologie pulite, l’innovazione, lo sviluppo delle infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo, la formazione e il trasferimento tecnologico, e servirà anche a mitigare gli effetti negativi del processo di transizione sui piccoli Stati insulari e sui Paesi meno sviluppati.
Il quadro Net-Zero si affianca ma non sostituisce le normative europee già in vigore, come l’inclusione del trasporto marittimo nel sistema ETS e il regolamento FuelEU. Le differenze tra i due regimi riguardano in particolare i metodi di applicazione, la raccolta dati, le sanzioni e gli incentivi. Gli operatori dovranno quindi adeguarsi contemporaneamente a obblighi sovrapposti e distinti.
L’entrata in vigore del nuovo sistema rende necessario un riesame dei contratti di noleggio e di gestione delle navi. Occorre ridefinire le responsabilità tra armatori, noleggiatori e gestori in merito alla conformità normativa, alla gestione delle unità di emissione e all’allocazione dei costi.
La bozza di regolamento rappresenta la prima iniziativa globale a combinare obblighi quantitativi e strumenti economici su scala industriale per ridurre le emissioni climalteranti. La sua approvazione è stata salutata con favore dal Segretario generale dell’IMO, che ha evidenziato l’importanza del consenso raggiunto tra gli Stati membri.
Il percorso non è tuttavia concluso: nel 2026 saranno adottate le linee guida per l’attuazione del quadro, mentre la piena operatività è attesa per il 2027, in conformità con le disposizioni della MARPOL.
Oltre al pacchetto sul clima, il MEPC 83 ha anche approvato nuove misure in tema di plastica in mare, gestione delle acque di zavorra, protezione di nuove aree marine sensibili, sviluppo di regole per l’uso dei sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio a bordo e aggiornamenti sulle linee guida per l’efficienza operativa delle navi. È stato inoltre avviato un nuovo progetto per la creazione di un quadro normativo internazionale sul biofouling.
L’impegno dell’IMO si conferma dunque su più fronti, ma la portata del nuovo Net-Zero Framework ne fa la riforma più ambiziosa e strutturale mai adottata in ambito marittimo per contrastare il cambiamento climatico. Gli operatori sono chiamati a prepararsi da subito a un cambiamento radicale. La transizione è iniziata e non è più rinviabile.