«Il virus sta favorendo la pirateria»

Genova - La pandemia sta favorendo l’aumento degli episodi di pirateria. Nel primo trimestre dell’anno gli attacchi sono aumentati del 24% rispetto allo stesso periodo del 2019

di Alberto Ghiara

Genova - La pandemia sta favorendo l’aumento degli episodi di pirateria. Nel primo trimestre dell’anno gli attacchi sono aumentati del 24% rispetto allo stesso periodo del 2019, ma secondo il World economic forum la tendenza è destinata a aumentare. Colpa del coronavirus Sars-Cov-2, che ha distrato attenzione e risorse soprattutto nei paesi più poveri. Proprio quelli maggiormente colpiti dal fenomeno della pirateria. L’area del mondo più colpita negli ultimi mesi è stata il golfo di Guinea, di fronte alle coste dell’Africa occidentale. Nei giorni scorsi si è però verificato un attacco anche nel golfo di Aden, dove il fenomeno sembrava diminuito. Ancora più preoccupante è quanto rilevato dal World economic forum, ossia la crescita degli episodi in America latina, in aree che finora erano state risparmiate. Sebbene non sia ancora stato raggiunto il picco del periodo 2009-2012, quando ci fu l’improvvisa espansione dell’attività dei pirati lungo le coste della Somalia, secondo il Wef sono due gli elementi che destano preoccupazione in questo momento e per il futuro. Da un lato, gli Stati hanno meno risorse a disposizione, sia perché sono state assorbite dalla lotta alla pandemia, sia per la crisi economica globale che questa ha scatenato. Dall’altro, proprio le difficoltà economiche spingono sempre più investimenti e risorse umane verso attività illegali come la pirateria. Lo scorso 17 maggio, la petroliera “Stolt Apal” della compagnia Stolt Tanker è stata attaccata nel golfo di Aden, a 75 miglia dalla costa dello Yemen, da due barchini con a bordo sei persone. La situazione di guerra nello Yemen, alimentata dai conflitti fra Arabia Saudita e Iran, rischia di rendere di nuovo pericoloso questo tratto di mare. La compagnai Stolt Tanker ha spiegato che «dopo che molteplici colpi di avvertimento erano stati sparati dalle guardie armate a bordo della “Stolt Apal”, i barchini hanno aperto il fuoco contro la nave. Le guardie armate hanno risposto al fuoco, mettendo fuori uso un barchino e mettendo fine all’attacco». Per fortuna l’episodio si è risolto positivamente, ma l’aggressività dei pirati, che non si sono allontanati subito dopo i primi colpi, potrebbe costituire un problema. Di solito, la presenza di guardie a bordo è sufficiente a scoraggiare gli attaccanti. Un’escalation nella capacità militare dei pirati sarebbe un duro colpo per la navigazione. Il Wef sottolinea dal canto suo come nel 2019 non si fossero registrati attacchi nel golfo di Aden. Inoltre segnala un attacco preoccupante in Ecuador, dove i pirati sembrano avere avuto appoggio logistico a bordo: anche questo un fatto non frequente finora in questo genere di episodi.

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