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"Olympia", trovato morto uno dei dispersi

Uno degli 11 dispersi sull' "Euroferry Olympia" da Igoumenitsa a Brindisi, dove venerdì si era sviluppato un enorme incendio, è stato trovato morto. Secondo quanto annunciato dai vigili del fuoco su twitter, il corpo di un uomo è stato portato via dalla nave

A. Qua.
4 minuti di lettura
(ap)

Roma - Uno degli 11 dispersi sull' "Euroferry Olympia" da Igoumenitsa a Brindisi, dove venerdì si era sviluppato un enorme incendio, è stato trovato morto. Lo riferisce la televisione greca Skai. Secondo quanto annunciato dai vigili del fuoco su twitter, il corpo di un uomo è stato portato via dalla nave.

IL TEMA AMBIENTALE
«Sono in contatto con il capo del Ram, il Reparto ambientale marino della Guardia Costiera», e «al momento lo scafo non dà evidenza di fratture che possano far pensare a uno sversamento». Lo ha assicurato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, parlando a Radio 24. «La priorità va data alla ricerca dei dispersi. L’incendio sta per essere domato, quindi prima arriva in rada la nave, prima si mette tutto in sicurezza», ha aggiunto il ministro.

LA POLEMICA
Intanto è polemica tra Grimaldi e il sindacato greco degli Autotrasportatori professionisti (Seofae), che ha lanciato una serie di accuse nei confronti della compagnia di navigazione italiana, sostenendo che l’ “Olympia” fosse in cattive condizioni e stesse effettuando una navigazione precaria: «Come per tutte le altre navi del gruppo – dicono da Grimaldi – sia le cabine che le aree comuni del traghetto sono sottoposte a regolare pulizia e sanificazione, mentre i lavori di manutenzione sono all’ordine del giorno. Le buone condizioni della nave sono state infatti confermate lo scorso 16 febbraio a Igoumenitsa, dove l’ “Euroferry Olympia” è stata sottoposta dalle autorità greche a un’ispezione di Port State Control (che ha riguardato anche i sistemi di rilevazione fumi e antincendio), conclusasi con risultati soddisfacenti». Quanto al fatto che alcuni autotrasportatori avrebbero dormito direttamente nei ponti garage, dove poi si è sviluppato il rogo, la compagnia ricorda che «secondo le normative internazionali (tra cui la Convenzione Solas), ai passeggeri è assolutamente vietato l’accesso ai ponti garage mentre il traghetto è in navigazione. Questa regola di sicurezza è rigorosamente applicata a bordo delle navi Grimaldi. Inoltre, per garantire che questa regola sia rispettata da tutti i passeggeri a bordo, in particolare dai conducenti di camion, l’evacuazione dell’area di carico viene controllata prima della partenza e squadre composte da membri dell’equipaggio pattugliano regolarmente i ponti garage durante la navigazione. Se un camionista decide in modo fraudolento di nascondersi nel proprio camion, questo comportamento costituisce una palese violazione delle normative internazionali e delle regole del gruppo Grimaldi, che può mettere a rischio la propria incolumità e quella della nave».

Infine, per quanto riguarda le accuse della Seofae di overbooking dell’ “Euroferry Olympia” a Igoumenitsa nella notte del 18 febbraio, «si tratta di un’altra affermazione inesatta, in quanto il sistema di prenotazione elettronica (per merci e passeggeri) della Grimaldi non consente alcun overbooking. Nel caso particolare dei passeggeri, solo il 42% della capacità passeggeri era occupata durante il viaggio dell’ “Euroferry Olympia” dello scorso 18 febbraio. In termini di sistemazione dei passeggeri, le 77 cabine (pari a 308 posti letto) e le 409 poltrone reclinabili della nave potevano ospitare senza alcun problema e comodamente i 239 passeggeri (di cui 159 autisti) che viaggiavano a bordo (per un viaggio di nove ore e non 25 ore come erroneamente dichiarato dal sindacato). È importante ricordare che, come su tutte le navi Grimaldi, un certo numero di cabine sono state assegnate proprio agli autisti per soddisfare le loro esigenze. A questo proposito, tutti i 159 autisti presenti a bordo avevano una sistemazione in cabina, così come altri 26 passeggeri».

LE TESTIMONIANZE
Ieri mattina uno dei passeggeri dispersi a bordo del traghetto è stato trovato vivo. L’uomo è stato avvistato a poppa della nave, ed è stato tratto in salvo dalla Guardia costiera: «Per fortuna sono vivo» sono state le prime parole dell’uomo ai soccorritori. Sempre in mattinata è arrivata al molo di Costa Morena del porto di Brindisi la nave “Florencia”, sempre della Grimaldi, che ha trasportato 48 sopravvissuti, all’incendio dell’ “Olympia”. Accolti dal sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, tra di loro sono risultati 19 italiani: «Mi hanno detto che è andato tutto distrutto, abbiamo perso il camion, e per adesso anche il lavoro, ora vediamo cosa succede». Così Danilo Carlucci, uno degli autotrasportatori che era sulla nave, una volta sbarcato nel porto pugliese. «Quando è scoppiato l’incendio - racconta Carlucci - ci hanno fatto uscire dalla cabina, ci hanno portato sul ponte sei nella zona dove ci hanno riuniti, e poi ci hanno messo sulle scialuppe. Io la tragedia l’ho capita solo quando ero giù e sono salito sulla motovedetta della Finanza, ho visto la nave in fiamme, lì ho capito cosa era successo. L’organizzazione è stata perfetta, con i ragazzi dell’equipaggio, il comandante che è salito per ultimo sulla scialuppa, sono stati eccellenti».

Vittorio Padrevino, un altro autotrasportatore, ha raccontato ai giornalisti in attesa che non credeva di farcela: «Ho mandato un sms di addio a mia moglie. Ero convintissimo che la morte ci prendeva tutti. Ci hanno chiamato ci hanno diviso in due gruppi e poi c’è stato l’abbandono nave. Ho pensato di morire, la morte l’abbiamo vista». «L’organizzazione è stata stupenda, sono stati bravissimi, ragazzi giovani molto in gamba», ha aggiunto, «non vedo l’ora di tornare a casa. Noi italiani ci siamo ritrovati e dati forza». I soccorritori hanno tratto in salvo 280 persone ma a questo punto restano 10 camionisti dispersi, di nazionalità greca, bulgara e turca. Si ipotizza che stessero tutti dormendo nei loro mezzi – ma la riposta della Grimaldi al Seofae smentirebbe questa ricostruzione – quando è divampato il rogo nel garage per cause ancora sconosciute.

PARLA IL COMANDANTE
Grande cautela è stata usata per il rimorchio del traghetto dato che nei serbatoi della “Olympia” risultano esserci almeno 800 metri cubi di carburante e a bordo ci sarebbero 23 tonnellate di merci pericolose. «Le fiamme si sono propagate in maniera velocissima, se avessimo aspettato ancora cinque minuti anche la zona delle scialuppe sarebbe stata invasa dalla fiamme». Così, al Mattino, Vincenzo Meglio, 42 anni, procidano, comandante della “Euroferry Olympia”, racconta i momenti drammatici vissuti sul traghetto: «Sono stato chiamato alle 3.01 dal primo ufficiale Gaetano Giorgianni. Era stato colpito dal fatto che più rilevatori di fumo contemporaneamente si erano attivati» spiega e poi continua: «Alle 3.04 ero sul ponte e abbiamo subito attivato i controlli. Le segnalazioni erano tutte molto preoccupanti, il fuoco era già divampato forte e il fumo aveva invaso molti locali». Come prima azione Meglio ha chiesto assistenza alla motovedetta della Guardia di Finanza che aveva notato nelle vicinanze del traghetto; «le notizie che arrivavano dai ponti inferiori erano sempre più drammatiche. Quando ho visto lingue di fuoco sia a poppa che a prua ho capito che dovevamo andare via». Per Meglio tutti i sistemi antincendio erano funzionanti: «Mercoledì scorso la nave era stata ispezionata dall'autorità marittima greca e tutto era risultato funzionante perfettamente».

 

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