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Ilva, riprende il processo per i reati ambientali

Taranto - Il processo per il reato di disastro ambientale contestato all’Ilva di Taranto, «Ambiente Svenduto», riprende domani in Corte d’Assise a Taranto.

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Taranto - Il processo per il reato di disastro ambientale contestato all’Ilva di Taranto, «Ambiente Svenduto», riprende domani in Corte d’Assise a Taranto - presidente del collegio il giudice Michele Petrangelo - e prosegue anche il giorno successivo. Nell’udienza di domani si avvia l’interrogatorio dei testimoni citati dalle parti. Si comincia con quelli indicati dalla Procura di Taranto e fra questi c’è una delle parti civili costituitesi nel processo: l’ex allevatore Vincenzo Fornaro - oggi peraltro anche uno dei candidati sindaco di Taranto a capo di un cartello ambientalista - al quale anni fa furono abbattuti, su disposizione delle autorità sanitarie, centinaia di capi tra capre e pecore perché, alle analisi, risultarono gravemente contaminati dalla diossina di provenienza Ilva.

Fornaro è una delle quasi mille parti civili ammesse nel processo tra sindacati, lavoratori, famiglie delle vittime, associazioni di categoria dell’agricoltura, della pesca, dell’itticoltura, ma anche enti locali, Regione Puglia, ministeri dell’Ambiente e della Salute. L’ascolto dei primi testimoni difatto avvia il dibattimento in un processo che sinora ha vissuto molto di schermaglie procedurali e di eccezioni sollevate dalla difesa degli imputati. È da ricordare che a seguito dell’inchiesta della Procura di Taranto che a luglio 2012 portò al sequestro senza facoltà d’uso degli impianti dell’acciaieria, l’avviso di conclusione delle indagini è di fine 2014 mentre il rinvio a giudizio è stato disposto a luglio 2015 dal gip Wilma Gilli. In seguito, il processo in Assise si è avviato ma pochi mesi dopo è stato interrotto perché la Procura rilevò un errore nei verbali dell’udienza preliminare, errore che avrebbe potuto inficiare il processo nel suo avanzamento. E così si è tornati all’udienza preliminare, ad un nuovo gip, Anna De Simone, che oltre un anno fa ha disposto di nuovo il rinvio a giudizio degli imputati.

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