Olio da cucina, una minaccia per il mare

Roma - L'olio utilizzato in cucina, se non recuperato correttamente, è inquinante e per questo è importante non buttarlo nel mare, così come nel lavandino o nello scarico del bagno. Un litro di olio è responsabile dell'inquinamento di circa 1.000 metri quadrati di acqua

Roma - L'olio utilizzato in cucina, se non recuperato correttamente, è inquinante e per questo è importante non buttarlo nel mare, così come nel lavandino o nello scarico del bagno. Un litro di olio è responsabile dell'inquinamento di circa 1.000 metri quadrati di acqua, forma una sottile pellicola impermeabile che impedisce l'ossigenazione e compromette l'esistenza della flora e della fauna marine. Per questo, Marevivo e RenOils lanciano la campagna "Save the Sea Recycle Cooking Oil" di sensibilizzazione sulla raccolta dell'olio alimentare esausto, rivolta ai diportisti dei porti turistici e commerciali peninsulari e insulari. La campagna è promossa da Marevivo, l'associazione che da 36 anni si occupa, su tutto il territorio nazionale, della salvaguardia del mare e delle sue preziose risorse, e RenOils, il Consorzio senza scopo di lucro costituito nel 2016 e operativo dal 2018.

A oggi conta oltre 250 tra operatori e associazioni di categoria consorziati e si occupa di aumentare e rendere più efficiente la raccolta degli oli e grassi vegetali ed animali alimentari esausti in Italia e garantirne la corretta gestione, salvaguardando l'ambiente. Complessivamente, da inizio attività, RenOils ha gestito circa 90 mila tonnellate di oli esausti avviati a recupero. Tra i soci dell'iniziativa Assonat, l'associazione nazionale approdi e porti turistici, Lega Navale e Guardia Costiera. Save the sea Recycle cooking oil ha ottenuto il patrocinio del ministero della Transizione ecologica ed è stato richiesto anche quello del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. La campagna partirà a metà maggio 2021 e avrà durata pluriennale.

Per essere sempre aggiornati basta mettere un like alla pagina Facebook dedicata: «Abbiamo fortemente voluto questo progetto - spiega il residente di RenOils, Ennio Fano - per due aspetti fondamentali: quello ambientale perché l'olio alimentare esausto è riciclabile al 100% per la produzione di biodiesel, l'utilizzo in impianti di cogenerazione, la produzione di bio-lubrificanti; quello educativo perché ci permette di informare quante più persone sulla capacità dell'olio esausto di inquinare e sulla corretta gestione del rifiuto. La vera sfida per noi  è proprio sensibilizzare le famiglie. La raccolta domestica, rispetto alla ristorazione e all'industria alimentare, è infatti quella che incide di più in termini di quantità di rifiuto e nello stesso tempo la più difficile da intercettare. Ringrazio Marevivo per aver scommesso con noi e creduto in questa campagna così come gli altri partner che hanno deciso di appoggiarci». Questo progetto, spiega Carmen di Penta, direttore generale di Marevivo, «ci segnala nuovamente quanto sia importante il gioco di squadra nella gestione dei rifiuti e, di conseguenza, nella salvaguardia del mare. Tutti possiamo e dobbiamo fare la nostra parte; i cittadini devono separare quanto più possibile i propri residui e disporne in maniera appropriata, mentre i consorzi come RenOils e le pubbliche istituzioni devono mettere a disposizione sistemi di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti. Solo così riusciremo a convertire i rifiuti in risorse, invertendo la corrente e salvando il mare, un bene necessario anche per la nostra sopravvivenza».

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