Cybersecurity, troppe aziende sono in ritardo / FOCUS
Roma - Dopo i recenti attacchi informatici è chiaro a tutti che la cybersecurity è un tema che non può essere trascurato, tant’è che il 31 maggio il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, ha firmato il Piano nazionale per la Protezione Cibernetica e la Sicurezza Informatica.
Lorenzo d’Avanzo
Roma - Dopo i recenti attacchi informatici è chiaro a tutti che la cybersecurity è un tema che non può essere trascurato, tant’è che il 31 maggio il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, ha firmato il Piano nazionale per la Protezione Cibernetica e la Sicurezza Informatica. Un passo necessario visto che il panorama italiano mostra ancora numerosi punti deboli (come nel settore sanitario e, in generale nelle Pmi) in una realtà generale estremamente variegata nel settore pubblico come nel privato. Questa l’analisi di Andrea Biraghi, managing director della divisione Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni di Leonardo (ex Finmeccanica).
Interpellato dall’Agi, il top manager promuove la decisione di palazzo Chigi di implementare il piano di cybersecurity nel quale il gruppo di piazza Monte Grappa gioca un ruolo di primo piano come capofila del raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto l’appalto per la cyber security nella P.a.. «Positivo - osserva Biraghi - che l’Italia confermi la sua attenzione sul tema della cybersecurity, potenziando le strutture nazionali di risposta e gestione degli incidenti cyber e allo stesso tempo incrementando le attività di prevenzione e intelligence. È un passo molto significativo nel solco di un percorso che porterà alla definitiva adozione della direttiva Nis (Network and Information Security dell’Unione europea, n.d.r.) per la sicurezza delle reti europee, cioè ad una maggiore e sempre più forte cooperazione volta a realizzare un ambiente digitale più sicuro e affidabile per gli Stati membri».
Secondo Biraghi, «il Paese dopo un ritardo iniziale sta recuperando il tempo perduto, come dimostra l’impegno del Governo con il decreto del 17 febbraio e il nuovo piano approvato nei giorni scorsi». «La realtà rimane comunque molto eterogenea sia nel pubblico come anche nel privato». Riguardo alla Pubblica amministrazione alcuni dicasteri, spiega il dirigente di Leonardo, «come la Difesa, con il Cioc (Comitato Interforze Operazioni Cibernetiche), e l’Interno, che da diversi anni ha costituito il Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per Infrastrutture Critiche) si sono opportunamente attrezzati per affrontare le “cyber” minacce. Gli altri ministeri, in maniera diversa anche in relazione al livello di rischio della loro sfera di attività, sono ormai consapevoli dell’importanza della protezione informatica e si stanno adeguando rivolgendosi al raggruppamento d’impresa guidato da Leonardo.
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