Bio-on, arresti domiciliari per il presidente Astorri

Bologna - Sono Marco Astorri, socio e presidente del consiglio di amministrazione di Bio-on, Guido Cicognani, socio e vicepresidente del cda e Gianfranco Capodaglio, presidente del collegio sindacale i destinatari delle tre misure cautelari.

Bologna - Sono Marco Astorri, socio e presidente del consiglio di amministrazione di Bio-on, Guido Cicognani, socio e vicepresidente del cda e Gianfranco Capodaglio, presidente del collegio sindacale i destinatari delle tre misure cautelari personali eseguite dalla Guardia di finanza di Bologna nell’ambito dell’operazione “Plastic Bubbles” con le accuse di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. Il primo è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre gli altri due alla misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche.

L’inchiesta vede complessivamente indagate nove persone (fra amministratori, sindaci, direttore finanziario e revisore) e nasce dal monitoraggio svolto dalle fiamme gialle del nucleo di polizia economico finanziaria sull’andamento delle contrattazioni in Borsa relativi ai principali titoli azionari di aziende operanti nell’area bolognese. Questa attività ha consentito, lo scorso luglio, di rilevare e segnalare all’autorità giudiziaria una forte anomalia - secondo la ricostruzione degli investigatori - dell’andamento del titolo di Bio-on a seguito della pubblicazione di un report da parte del fondo americano Quintessential che ne ha messo in discussione la veridicità dei dati contabili e la solidità finanziaria.

«Le false informazioni di bilancio sono risultate strettamente funzionali ad accrescere la capitalizzazione» e, conseguentemente, rendere più appetibili sul mercato le azioni della società. Così il Gip del Tribunale di Bologna, Alberto Ziroldi, descrive nell’ordinanza la strategia adottata dalla società bolognese di bioplastiche Bio-on, finita al centro delle indagini della Guardia di finanza che contesta ai vertici dell’azienda i reati di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. Una strategia comunicativa utilizzata dal presidente del cda, Marco Astorri, finito agli arresti domiciliari, che il Gip definisce ancora «roboante, ammiccante, ed ottimisticamente proiettata verso obiettivi sempre più significativi che sottaceva alcuni dati di fondo sviluppati dall’attività d’indagine», e che è riuscita a creare nel mercato aspettative ingannevoli di forte crescita, influenzando significativamente l’andamento del titolo. Una condotta che, hanno spiegato gli investigatori, ha consentito di raccogliere ingenti risorse finanziarie e generare indebiti vantaggi economici per i soci, anche a seguito della cessione di warrant collegati al titolo.

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