La Cina sperimenta la prima nave senza equipaggio

Si tratta della “Jin Dou Yun O Hao”, una imbarcazione lunga 12,9 metri che trasportava simbolicamente un container

L'imbarcazione autonoma cinese durante il primo test

di Alberto Ghiara

Pechino - La Cina accelera e vuole arrivare in fretta alla costruzione di navi a guida autonoma. Lo scorso dicembre è stata sperimentata, di fronte al delta del fiume delle Perle, la prima piccola nave cargo senza equipaggio. Si tratta della “Jin Dou Yun O Hao”, una imbarcazione lunga 12,9 metri che trasportava simbolicamente un container e che ha compiuto il tragitto dall’isola di Dong Ao, nella provincia del Guangdong, fino a un molo ai piedi del ponte che dal 2018 unisce Hong Kong alle città di Zhuai e Macao. La sperimentazione è stata effettuata da Yunzhou Tech, una società tecnologica con sede proprio a Zhuhai. La “Jin Dou Yun O Hao” montava strumenti per la navigazione autonoma e per il controllo da remoto ed era alimentata da un motore elettrico.

Fra l’altro, negli stessi giorni, la Cina ha anche varato il primo traghetto di costruzione nazionale completamente elettrico, lo “Junlyu”, che ha fatto le prove di navigazione sul fiume Yangtze. Ma soprattutto, in questa corsa all’innovazione nello shipping cinese c’è da registrare l’ordine che il gruppo nazionale Navigation Brilliance ha piazzato al cantiere navale Yangfan del porto di Qingdao per la costruzione di una piccola nave portacontainer a conduzione autonoma. La nave avrà una capacità di 300 teu, sarà consegnata nel 2021 e si chiamerà “Zhi Fei”. Verrà utilizzata per trasporto costiero a partire dal terzo trimestre 2021. Il futuro immediato della navigazione autonoma, secondo gli esperti, è quello della navigazione di corto raggio, perché le tecniche necessarie per affrontare traversate oceaniche non sono ancora giudicate sufficientemente affidabili. Non per nulla, il paese guida in questo settore è stato finora la Norvegia che, con i suoi fiordi, può sperimentare tragitti brevi in acque relativamente tranquille con una massa critica di carico sufficientemente continua. A fare concorrenza alla Norvegia è però sempre più anche la Cina. La “Zhi Fei” è stata sviluppata da Navigation Brilliance in collaborazione con l’Università marittima di Dalian e con l’Istituto di ricerca cinese sul trasporto fluvio-marittimo. Se l’utilizzo della nave avrà successo, Navigation Brilliance intende passare alla costruzione di unità più grandi, da 500 e da 800 teu.

A sua volta, la “Jin Dou Yun 0 Hao” è vista come una piattaforma di sperimentazione dei progressi compiuti dall’industria nazionale cinese nel campo delle navi intelligenti. Yunzhou Tech intende però anche cercare uno sbocco commerciale per questa imbarcazione, che viaggia a 8 nodi e ha avuto il proprio battesimo di fronte a Hong Kong e Macao dopo una serie di test fra novembre e dicembre 2019. Secondo Yunzhou Tech, il costo di costruzione è inferiore del 20 per cento rispetto alle navi con equipaggio di dimensioni equivalenti.

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