Porti sostenibili, accordo Enel-Legambiente

Roma - Nella lotta alla crisi climatica un importante contributo può arrivare dalla decarbonizzazione del trasporto marittimo, reso possibile grazie ai progressi tecnologici che consentono oggi l’elettrificazione dei consumi navali in porto oltre che della logistica e della attività portuali di terra. Un processo che deve essere accelerato puntando su innovazione tecnologica, digitalizzazione dei sistemi logistici portuali, efficientamento energetico degli scali

Roma - Nella lotta alla crisi climatica un importante contributo può arrivare dalla decarbonizzazione del trasporto marittimo, reso possibile grazie ai progressi tecnologici che consentono oggi l’elettrificazione dei consumi navali in porto oltre che della logistica e della attività portuali di terra. Un processo che deve essere accelerato puntando su innovazione tecnologica, digitalizzazione dei sistemi logistici portuali, efficientamento energetico degli scali, integrazione tra porti e rete ferroviaria creando corridoi verdi, progressiva elettrificazione dei consumi attraverso l’utilizzo delle energie rinnovabili e conversione della flotta navale con mezzi aventi un minor impatto ambientale.

È questa la rotta da seguire per accelerare il processo di decarbonizzazione per Legambiente ed Enel X, la divisione del gruppo Enel che progetta e sviluppa soluzioni incentrate sui principi di sostenibilità ed economia circolare, per fornire a persone, comunità, istituzioni e aziende un modello alternativo che rispetti l’ambiente e integri l’innovazione tecnologica nella vita quotidiana. Il rapporto "Porti verdi: la rotta verso uno sviluppo sostenibile", presentato oggi nel corso del webinar, in diretta sulla pagina Facebook e sul sito della Nuova Ecologia e Legambiente.it., fa il punto anche sulle best practices di settore, sui vincoli da superare e sulle opportunità di sviluppo che si aprono a partire dal prezioso contributo tecnologico del cold ironing, ovvero la tecnologia per mezzo della quale è possibile ridurre le emissioni navali in porto grazie alla connessione alla rete elettrica su terraferma, fino ad azzerarle se si alimenta il cold ironing con le fonti rinnovabili.

Nel tracciare questa rotta, sono sei le azioni chiave a cui dare priorità nel 2021:

1) finalizzare il processo di definizione di una tariffa elettrica dedicata al cold ironing in modo da renderla competitiva rispetto all’utilizzo dei motori di bordo,
2) introdurre schemi di finanziamento o cofinanziamento pubblico per accelerare la transizione del sistema portuale italiano verso la sostenibilità,
3) identificare gli interventi prioritari sul sistema portuale per avviare il processo di elettrificazione,
4) promuovere la progressiva elettrificazione dei consumi portuali con fonti rinnovabili,
5) sviluppare una roadmap nazionale che preveda l’elettrificazione dell’intero sistema portuale. L’abilitazione al cold ironing dei 39 porti italiani della rete Ten-T permetterebbe ogni anno di evitare la combustione di oltre 635 mila tonnellate di gasolio marino,
6) sviluppare le infrastrutture ferroviarie nei porti e le interconnessioni con la rete al fine di favorire il trasporto elettrico e su ferro per lunghe e medie distanze.

Queste misure, se messe in campo, potrebbero contribuire a rafforzare il sistema portuale italiano e a innovare la gestione nella direzione della sostenibilità. Inoltre, queste azioni consentirebbero anche la riduzione dell’inquinamento derivante dal trasporto marittimo che rappresenta una quota importante e crescente di emissioni di gas a effetto serra. Le emissioni associate a questo settore sono stimate in 940 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, pari a circa il 2,5% delle emissioni globali di gas serra. Se non saranno messe in atto rapidamente delle misure di mitigazione, tali emissioni rischiano di aumentare in modo significativo.

Infatti, secondo lo studio dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo), mantenendo invariata la situazione attuale, le emissioni del trasporto marittimo potrebbero aumentare tra il 50% e il 250% entro il 2050 e compromettere gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Nel corso dell’evento su Internet, moderato da Edoardo Zanchini vicepresidente di Legambiente, sono intervenuti: Carlo Tamburi, direttore Enel Italia, Augusto Raggi, responsabile Enel X Italia, Eliano Russo, responsabile e-Industries di Enel X, Cristiana Biondo ufficio Clima ed energia Legambiente, Tullio Berlenghi, capo segreteria tecnica, ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Giuseppe Catalano, coordinatore della Struttura tecnica di missione del Ministero per le Infrastrutture e dei Trasporti, Luca Sisto direttore generale di Confitarma, Daniele Rossi, presidente di Assoporti e dell’Autorità portuale di Ravenna: «Il trasporto marittimo e le attività portuali - spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente - risultano oggi ancora fortemente dipendenti per i loro consumi dalle fonti fossili. Con questo studio, realizzato insieme ad Enel X, abbiamo voluto mettere in evidenza le scelte che possono innescare un virtuoso processo di rinnovamento e crescita dell’intero settore portuale e marittimo italiano. Da anni ci battiamo per ridurre l’inquinamento prodotto dalle navi nei porti delle città ed è arrivato il momento di investire sul cold ironing, una tecnologia oggi matura, e di rafforzare le connessioni con la rete ferroviaria per creare filiere di trasporto merci low carbon. Ma sono tante le azioni che oggi possono essere intraprese di innovazione nel settore nella direzione della sostenibilità, come raccontano le buone pratiche del report, già in atto in diversi parti del mondo che hanno puntato su tecnologie e processi finalizzati alla fornitura di energia pulita, all’integrazione dei servizi, alla migliore interazione tra gli attori portuali e le comunità locali e all’utilizzo di nuovi vettori marittimi più efficienti. L’Italia non perda questa preziosa occasione per mettere al centro del recovery plan interventi che rivestono un ruolo importante nella lotta alla crisi climatica». «L’elettrificazione dei trasporti marittimi e della logistica a terra è un passaggio necessario per dare un’ulteriore spinta al processo di transizione energetica in atto in altri settori industriali» ha dichiarato Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia. «Enel ha intrapreso la strada della progressiva decarbonizzazione delle proprie attività grazie a investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, nella digitalizzazione delle reti ed elettrificazione dei consumi; scelte che hanno come comune denominatore la sostenibilità, pilastro della strategia di business dell’azienda. In linea con questa filosofia abbiamo presentato oggi lo studio realizzato in collaborazione con Legambiente che mostra come il cold ironing non sia solo una scelta vincente in termini di riduzione di emissioni climalteranti, ma anche un’opportunità di innovazione e di crescita industriale per l’intero comparto marittimo italiano».

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