"Ferrovie, no alla discriminazione finanziaria" / IL CASO

Il Joint Position Paper identifica la necessità di costruire una migliore comprensione e conoscenza delle linee guida che possono produrre un impatto reale sull’ottenimento di quello che viene definito uno "shift modale dalla strada alla rotaia"

Cambio di modalità dal trasporto su gomma a quello su ferro, decongestionamento del traffico su strada e abbassamento del livello delle emissioni di anidride carbonica con conseguente impatto positivo sull’ambiente: questa la direzione in cui si muove l’Europa.

La crescita del trasporto merci su rotaia resta, quindi, una priorità dell’Unione Europea. A dichiararlo è il Documento unificato redatto dagli Stati membri dell’Ue, ben accolto dall’Erfa, l’associazione europea per del Trasporto ferroviario, e discusso nel corso di un informale Consiglio dei ministri dei trasporti lo scorso 30 marzo.
L’iniziativa, intrapresa proprio nel corso dell’anno europeo della Ferrovia, mostra che la crescita del traffico merci su rotaia è una priorità per la maggior parte degli Stati membri.

Tenendo in considerazione questa posizione e alla luce di nuove proposte legislative, si rende necessario un approccio ambizioso, focalizzato sull’espansione del traffico merci ferroviario, che allo stesso tempo favorisca una sana competizione.

Il Joint Position Paper identifica la necessità di costruire una migliore comprensione e conoscenza delle linee guida che possono produrre un impatto reale sull’ottenimento di quello che viene definito uno "shift modale dalla strada alla rotaia"; così facendo si sostiene anche la decarbonizzazione del settore dei trasporti.
La crescita del trasporto su rotaia è rimasta stagnante per tutto l’ultimo decennio: un fatto che dimostra quanto sia necessario un approccio più incisivo e ambizioso.


Questo può significare dover riscrivere le regole della competitività ma anche costruire la cornice legislativa entro la quale il trasporto ferroviario possa diventare più attrattivo per gli utilizzatori finali. Per farlo occorre sviluppare infrastrutture che incontrino le necessità del trasporto su rotaia e una capacità organizzativa che conferisca chiari diritti alla merce trasportata in questa modalità, a livello internazionale.
A questo proposito l’Erfa ha accolto con favore la clausola in base alla quale le misure devono essere non discriminatorie. Gli operatori privati e indipendenti concordano con la proposta di semplificare la regolamentazione dell’Ue relativa al supporto finanziario offerto dagli Stati membri, per fare in modo di assicurare misure di salvaguardia sufficienti a garantire che gli aiuti vengano assegnati in modalità non discriminatoria.
Si tratta di un aspetto cruciale, se si considera che gli operatori indipendenti detengono circa il 30% della quota di mercato in Europa e possono quindi giocare un ruolo chiave nella crescita del traffico merci su rotaia.
Da parte sua l’Erfa resta convinta che il modo migliore per ottenere questo risultato sia quello di assicurare la massima trasparenza finanziaria delle operazioni, come stabilito dalla Direttiva europea sull’Area ferroviaria unica: «Siamo felici che si presti attenzione al traffico ferroviario - afferma Dirk Stahl, presidente dell’Erfa -. È importante che in occasione dell’anno europeo delle ferrovie, vengano realizzate azioni concrete che siano in grado di sostenere la movimentazione delle merci su rotaia. Ma l’aspetto più importante è rappresentato dal fatto che la Commissione europea e tutti gli Stati membri abbiano siglato il Joint Paper, dimostrando il loro impegno nei confronti dello shift modale».


Soddisfatto anche Conor Feighan, segretario dell’Erfa: «Il Joint Paper arriva al momento giusto: stiamo infatti entrando in un periodo di revisioni legislative di un numero importante di testi chiave».
«Questo documento- cnlude Feighan - invia un chiaro messaggio alla Commissione europea: la maggior parte degli Stati membri crede fermamente nel cambiamento di modalità».

 

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