Olanda, ecco la prima chiatta a idrogeno

La nave potrà rifornirsi presso per l’approvvigionamento di idrogeno a Delfzijl, in una stazione realizzata grazie al contributo governativo.

di Elisa Gosti

Sarà la prima unità completamente alimentata con idrogeno dedicata alla navigazione interna. La società olandese Concordia Damen ha siglato un contratto con la compagnia di navigazione locale Lenten Scheevaart lo scorso 18 marzo per la realizzazione di un’unità alimentata a idrogeno che verrà dedicata alla navigazione sui corsi d’acqua interni. La nave, che si chiamerà “Antonie” avrà una lunghezza di 135 metri, una stazza lorda di 3.700 tonnellate e potrà contare su un sistema di alimentazione rivoluzionario.

Verrà utilizzata per trasportare sale da Delfzijl, nella parte settentrionale dei Paesi Bassi, a Botlek, vicino al porto di Rotterdam, per la società Nouryon, un fornitore chimico di importanza mondiale: «Concordia Damen è da sempre costantemente impegnata alla ricerca di soluzioni ambientalmente sostenibili per lo sviluppo del settore - afferma Chris Kornet, amministratore delegato della società, commentando il nuovo contratto -. Rendere più verde il settore della navigazione interna è un impegno che ci appassiona moltissimo e continueremo a lavorare per perseguire questo ambizioso obiettivo. Non credo - aggiunge il manager - che esista solamente una via per ridurre il livello delle emissioni prodotte dalle navi nel nostro settore ma che possano essere applicati diversi approcci. L’idrogeno ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo importante nel raggiungimento dell’obiettivo che ci prefiggiamo, ovvero l’azzeramento delle emissioni della navigazione interna. Lenten Scheepvaart avrà il compito di aiutarci a svolgere questa azione». Per la costruzione della nave, Lenten Scheepvaart ha ricevuto un finanziamento del valore di quattro milioni di euro dal Dipartimento per la Gestione delle infrastrutture e delle acque dei Paesi Bassi: il sussidio ha l’obiettivo di stimolare lo sviluppo dell’utilizzo dell’idrogeno come carburante in un percorso che come detto punta all’azzeramento delle emissioni nell’inland shipping. La nave potrà rifornirsi presso per l’approvvigionamento di idrogeno a Delfzijl, in una stazione realizzata grazie al contributo governativo. L’idrogeno quindi si fa strada come valida alternativa green nel panorama dei carburanti shipping. Sono diversi i percorsi intrapresi da armatori e addetti ai lavori vari negli ultimi mesi per il raggiungimento degli obiettivi ambientali imposti dalla regolamentazione dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo). Tra questi si trovano sicuramente l’applicazione delle torri di lavaggio, dispositivi in grado di mitigare e ridurre il livello delle emissioni prodotte dai carburanti tradizionali, ma gas naturale liquefatto e gas propano liquido, che si stanno diffondendo in modo importante.

Come dichiarato anche da Kornet, non esiste un’unica strada che possa portare al dimezzamento, o meglio ancora all’azzeramento, delle emissioni di anidride carbonica, ma il cammino da compiere è ancora lungo e la battaglia è appena cominciata. L’obiettivo pare ambizioso e non si tratta più di una scelta, ma di un percorso obbligato per lasciare spazio allo sviluppo futuro del settore. Lo shipping deve fare la sua parte, considerato il ruolo primario che ricopre nell’economia mondiale, per funzioni e per percentuali. Occorre sperimentare e applicare i risultati della ricerca. L’idrogeno, sicuramente farà parte dell’immediato futuro del settore e l’accordo siglato tra Concordia Damen e Lenten Scheepvaart costituisce una pietra miliare: un esempio concreto di un processo virtuoso che guarda al futuro, in un’ottica di sostenibilità a 360 gradi, non solo ambientale in senso stretto ma anche economica e sociale.

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