Anversa, via libera all’idrogeno in porto

Secondo quanto dichiarato da Alexander Saverys, amministratore delegato della Compagnie Maritime Belge, le stazioni di rifornimento potranno essere utilizzate da diverse tipologie di mezzi di trasporto.

Il porto di Anversa

di Elisa Gosti

Nuove soluzioni verdi per il settore dei trasporti marittimi. Idrogeno e ammoniaca sono tra le alternative di cui più si discute per lo sviluppo sostenibile del settore marittimo.
Il Belgio dimostra di essere all’avanguardia: il porto di Anversa e Cmb (Compagnie Maritime Belge) hanno aperto la prima di una serie di stazioni di rifornimento di idrogeno in grado di servire aree con complessi industriali, come ad esempio i porti.

Secondo quanto dichiarato da Alexander Saverys, amministratore delegato della Compagnie Maritime Belge, le stazioni di rifornimento potranno essere utilizzate da diverse tipologie di mezzi di trasporto.

In base a quanto pianificato dall’azienda, è prevista a breve l’apertura di altre stazioni in Giappone, tre nel Regno Unito, una nei Paesi Bassi e una in Francia: «La stazione di Anversa si trova vicino all’acqua, in prossimità delle chiuse, e fornirà carburante a idrogeno ad autoarticolati, chiatte, rimorchiatori ma anche a bus e treni» spiega Saverys.
La diffusione di mezzi alimentati a idrogeno è aumentata in modo considerevole nell’ultimo periodo: insieme al Lenoir Lorry (il camion con motore a combustione interna alimentato a idrogeno, il cui nome è dovuto all’ingegnere belga che lo ha progettato) può essere citato, per esempio, l’annuncio del porto di Los Angeles circa una «nuova era del movimento delle merci a impatto ambientale zero», con la consegna di cinque veicoli alimentati a idrogeno e la conseguente apertura di stazioni di rifornimento adeguate: «Nel futuro i porti diventeranno veri e propri punti di rifermento per quanto riguarda l’idrogeno, in considerazione del fatto che i porti hanno un’ampia concentrazione di applicazioni difficili da elettrificare - spiega Roy Campe, responsabile tecnico della Compagnie Maritime Belge Tech -. Ma non solo: molti porti avranno anche l’accesso diretto all’idrogeno, sia attraverso l’utilizzo di impianti in larga scala per l’elettrolisi sia attraverso l’importazione».


I camion Lenoir potranno operare su un raggio di 500 chilometri con solo idrogeno e su ulteriori 3.000 chilometri con il gasolio: «Il carburante a idrogeno è contenuto in bottiglie di idrogeno pressurizzato a 350 bar e richiede 15 minuti per il rifornimento - spiega Saverys -. Questi camion hanno un’efficienza pari solo al 60% ma la prossima generazione di veicoli di questa tipologia potrà contare già su un’efficienza pari all’80%, grazie a un intervento di perfezionamento e ad altri aggiustamenti tecnici ai quali stiamo già lavorando».
Secondo quanto dichiarato da Compagnie Maritime Belge, l’idrogeno verde più economico, che è carburante a idrogeno realizzato utilizzando le energie rinnovabili, ha un costo pari a cinque-sei euro al chilogrammo: «Un costo molto vicino a quello del diesel - aggiunge Saverys -. Tuttavia ci aspettiamo che il prezzo scenda ulteriormente».
I prezzi dell’idrogeno, secondo le aspettative di mercato, dovrebbero diminuire in seguito ad un maggiore utilizzo di questa tipologia di carburante, quindi anche grazie ai nuovi progetti di Compagnie Maritime Belge ad Anversa.
Esistono tuttavia alcune sfide ancora da affrontare per quanto riguarda la diffusione dell’idrogeno: «Una delle criticità maggiori consiste negli spazi necessari per lo stoccaggio, soprattutto rispetto al diesel, e questo rende molto problematico l’utilizzo dell’idrogeno in mare aperto» spiega Saverys.


A questo proposito Compagnie Maritime Belge ha un piano alternativo, dedicato alle lunghe distanze, che consiste nella realizzazione di un impianto per ammoniaca da due miliardi di euro in Namibia, nell’Africa Sud-Orientale, che sarà in grado di produrre fertilizzante, e allo stesso tempo carburante marino per le unità della Cmb».

 

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