Leonardo punta sull’Elettronica, piano da 1,5 miliardi

Genova - Un miliardo e mezzo in cinque anni sull’Elettronica per la difesa, divisione presente anche in Liguria, tra Genova e La Spezia, con circa 800 addetti. Leonardo investe sulle fabbriche del futuro per «conquistare la leadership europea»

di Gilda Ferrari

Genova - Un miliardo e mezzo in cinque anni sull’Elettronica per la difesa, divisione presente anche in Liguria, tra Genova e La Spezia, con circa 800 addetti. Leonardo investe sulle fabbriche del futuro per «conquistare la leadership europea» del settore «con un piano di crescita e sviluppo quinquennale che pone al centro il sistema industriale italiano». All’Italia il gruppo guidato da Alessandro Profumo dedica 200 milioni di investimenti annui, che salgono a 300 considerando anche l’impegno nel Regno Unito. Altri 50 milioni in tre anni saranno destinati all’ottimizzazione dei siti industriali nazionali, una dorsale tecnologica e industriale che conta 18 poli di eccellenza sul territorio: «Perno del processo di rafforzamento delle linee produttive» sarà la Factory of the Future, il modello per una fabbrica intelligente già in corso di sviluppo nel Regno Unito.

Per Genova il piano prevede il rafforzamento della «propria missione verso le comunicazioni terrestri e navali, i sistemi di navigazione e i data link, con l’integrazione delle attività svolte fino a oggi presso la sede genovese di via Hermada». Il piano prevede la «creazione di un ecosistema di open innovation con il mondo della formazione e della ricerca» coinvolgendo oltre 20 poli universitari e centri di ricerca, e nove istituti tecnici. I sindacati, dice la Uilm, attendono i dettagli per essere certi che non ci sia un impatto occupazionale o un arretramento dei progetti industriali sul territorio. L’azienda rassicura: «Il saldo non è negativo. Per le persone complessivamente occupate nella divisione, ma anche nei territori della Campania e del Lazio che sono interessati dalla creazione dei centri di eccellenza di Fusaro, Tiburtina e Cisterna di Latina», dice il responsabile per le risorse umane Antonio Liotti.

Sul territorio «c’è una salvaguardia delle missioni dei siti che confluiscono nei nuovi centri di eccellenza». Per l’Elettronica per la difesa - 13 mila addetti, di cui 8.500 in Italia, di cui circa 800 in Liguria tra Genova e La Spezia (progettazione, produzione e supporto di radar, sensoristica, sistemi di protezione e di difesa per piattaforme aeree, spaziali, terrestri e navali) - si punta su tecnologie del futuro e si guarda anche ai nuovi spazi che si apriranno in Europa nei programmi per la Difesa: «È un piano di crescita importante, va sostenuto con investimenti, dal commerciale al supporto logistico», dice il responsabile della divisione, Gabriele Pieralli. L’ingresso di Leonardo nella tedesca Hensoldt, società tedesca attiva nella cybersecurity, divisione esistente anche nel gruppo controllato dal Tesoro, creata un paio di anni fa e basata a Genova, adesso diventa strategico: viene considerato una «grande opportunità». «In Germania si stanno allocando budget di assoluta rilevanza. - spiegano in Leonardo - Ci aspettiamo e auspichiamo che le collaborazioni con Hensoldt ci permettano di lavorare bene anche per entrare nei programmi tedeschi».

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