La Spezia, dove c'è l'amianto la Marina installerà pannelli solari

Nell’ambito del progetto di ampliamento del parco fotovoltaico, nell’ambizioso intento di rendere autonoma la base attraverso la produzione di energia rinnovabile, la Marina militare annuncia la rimozione dei famosi tetti in amianto ai capannoni di Marola, alla Spezia

di S. Cogg.

La Spezia - Nell’ambito del progetto di ampliamento del parco fotovoltaico, nell’ambizioso intento di rendere autonoma la base attraverso la produzione di energia rinnovabile, la Marina militare annuncia la rimozione dei famosi tetti in amianto ai capannoni di Marola, alla Spezia. Si partirà - anticipa - dal fabbricato 166.

Via l’eternit, spazio ai pannelli. È "un approccio virtuoso", afferma il comando marittimo Nord, già mostrato con "i controlli periodici, il confinamento dell’amianto presente, la mappatura e la verifica dello stato dei materiali". Il collettivo marolino dei Murati Vivi plaude al "segno di civiltà", ma continua nella sua battaglia per riavere l’affaccio a mare.

In una nota rivendica "i meriti di 10 anni di denunce della pericolosità dell’amianto" e soprattutto chiede perché "la Difesa si ostini a mantenere strutture sotto-utilizzate". Su Marola, dove i Murati spingono per "abbattere il muro", la Marina ha in animo interventi infrastrutturali cospicui, nell’ambito del progetto Basi Blu, che prevede proprio la riqualificazione dell’area logistica Varicella, con ampliamento del parcheggio e l’installazione di un parco fotovoltaico, consolidamento dei pontili Varicella I e II e realizzazione di un nuovo pontile Varicella 3, 200 per 20 metri. Si prevede anche il ripristino della funzionalità dell’oleodotto di distribuzione gasolio, dal deposito Pol Nato di Pianello di Marola alla banchina Scali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA