Mafia, Italgas in amministrazione controllata
Torino - Commissariata la Italgas con sede legale a Torino.Il Tribunale di Palermo ha notificato alla società di distribuzione del gas del gruppo Snam, la misura preventiva di amministrazione giudiziaria in base alle leggi antimafia relative «a rapporti contrattuali con alcuni fornitori»
Torino - Commissariata la Italgas con sede legale a Torino. Il Tribunale di Palermo ha notificato alla società di distribuzione del gas del gruppo Snam, la misura preventiva di amministrazione giudiziaria in base alle leggi antimafia relative «a rapporti contrattuali con alcuni fornitori».
«Il provvedimento prevede che le facoltà di amministrazione dei beni di Italgas vengano conferite all’organo amministrativo collegiale designato dal Tribunale». Snam assicura «la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria».
All’organo designato dal Tribunale «sono stati attribuiti i pieni poteri per lo svolgimento di tutte le attività economiche e imprenditoriali per una durata di sei mesi, ai fini degli accertamenti e compiti affidati».
In parole povere, l’azienda avrebbe appaltato la realizzazione e la manutenzione delle reti del metano ad aziende in odore di mafia. Provvedimento analogo era stato emanato a maggio dalla Procura palermitana qualche settimana fa per le società italiane del gruppo spagnolo Gas Natural, su impulso della sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo su richiesta della Dda, con cui è stata disposta la sospensione dell’amministrazione della Gas Natural Distribuzione Italia Spa con sede ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, della Gas Natural Vendita Italia Spa e della Gas Natural Italia Spa, entrambe con sede a San Donato Milanese, operanti nel settore della vendita e distribuzione del gas metano sul territorio nazionale, nonchè della Crm di Curatola Alfredo Snc, società di manutenzione con sede a Crotone.
Nell’ambito della stessa indagine la Guardia di Finanza di Palermo, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia, aveva eseguito - circa un anno fa - il sequestro di un patrimonio di oltre 50 milioni di euro, nei confronti di un gruppo imprenditoriale di Palermo, che ha curato, fra gli anni Ottanta e Novanta, la metanizzazione di diverse aree del territorio siciliano. Il gruppo secondo l’accusa aveva ottenuto 72 concessioni per la metanizzazione della Sicilia e dell’Abruzzo grazie anche ad appoggi politici forniti dall’ex sindaco di Palermo condannato per mafia, Vito Ciancimino.
Nel mirino degli investigatori, ricorda la Guardia di Finanza, le imprese, ritenute vicine alla criminalità organizzata che in sub appalto eseguivano i lavori di realizzazione della rete del gas.