In Libia riprenderanno le operazioni petrolifere

Lo ha riferito un funzionario militare pro-Haftar. La riapertura di giacimenti e porti «consentirà di utilizzare il greggio immagazzinato nei terminal petroliferi per rifornire di gas le centrali elettriche e dare sollievo ai cittadini»

Tripoli - I gruppi fedeli all'uomo forte della Libia orientale Khalifa Haftar hanno annunciato la revoca del blocco imposto ai giacimenti petroliferi e ai terminali ormai in vigore da sette mesi e la ripresa delle esportazioni e della produzione di greggio. Lo ha riferito un funzionario militare pro-Haftar. La riapertura di giacimenti e porti «consentirà di utilizzare il greggio immagazzinato nei terminal petroliferi per rifornire di gas le centrali elettriche e dare sollievo ai cittadini» che soffrono di lunghe interruzioni di corrente, ha annunciato il generale Naji al-Moghrabi, Capo della Guardia delle installazioni petrolifere (GIP) nell'est del paese.

«Su indicazione del maresciallo Khalifa Haftar», la riapertura dei giacimenti petroliferi e dei porti, per il momento riguarda solo lo sfruttamento degli idrocarburi immagazzinati per far funzionare centrali elettriche e «preservare infrastrutture, serbatoi e oleodotti» ha affermato. «Nessuna obiezione alla riapertura dei porti petroliferi» ha detto il generale al-Moghrabi in un video diffuso dai media libici e sui social network. Lo scorso 17 gennaio, gruppi sostenuti dal GIP che hanno promesso fedeltà ad Haftar, hanno bloccato i più importanti giacimenti e porti petroliferi del Paese, per chiedere un'equa distribuzione dei proventi petroliferi, gestiti dalla Compagnia Nazionale Noc e la Banca Centrale, con sede a Tripoli.

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