Inps, i conti scoppiano: il rosso arriva a 26 miliardi di euro

La gestione economica dell'Istituto di previdenza presenta questo risultato come frutto della differenza tra il valore della produzione di 360.691 milioni ed il suo costo di 386.834 milioni, al netto di ulteriori 122 milioni di euro per altri proventi ed oneri

Roma - L'Inps torna sotto i riflettori dopo le polemiche sui pagamenti della Cig e sulla retribuzione retroattiva del presidente Pasquale Tridico. Questa volta è per il rosso registrato nel bilancio di assestamento per il 2020 che proprio a causa della pandemia arriva a 26 miliardi, in netto peggioramento rispetto alle stime originarie: 19,6 miliardi rispetto ai 6,4 miliardi attesi. La gestione economica dell'Istituto di previdenza presenta questo risultato come frutto della differenza tra il valore della produzione di 360.691 milioni ed il suo costo di 386.834 milioni, al netto di ulteriori 122 milioni di euro per altri proventi ed oneri. La nota sui conti dell'Inps relativa al bilancio preventivo per l'anno in corso è stata approvata giovedì dopo il parere positivo del Collegio dei Sindaci. La situazione patrimoniale netta dell'Istituto alla fine dell'esercizio 2020 si attesta a 13.738 milioni di euro e registra, anche in questo caso, un peggioramento rispetto alle previsioni originarie (32.073 milioni di euro) di 18.335 milioni di euro. In questo contesto il Civ lancia un allarme per mantenere sotto controllo la gestione dell'Istituto.

L'organismo di controllo sollecita l'attenzione del legislatore sulla tenuta dei conti segnalando come «l'effetto della pandemia sul tessuto economico e sociale del paese ponga il tema della sostenibilità e dell'equilibrio del rapporto tra assicurati (in leggero calo) e pensionati (in piccola crescita) portandolo a 1,25. Tema, questo della 'tenutà, che il legislatore dovrà osservare con attenzione in termini di interventi normativi e finanziari». Nel dettaglio le entrate per contributi sono pari a 221.289 milioni di euro, con un decremento di poco meno di 15 miliardi (-6,3%) rispetto alle previsioni originarie; le uscite per prestazioni da contributi sono pari a 241,4 miliardi, in aumento di 8,277 miliardi (+3,5%). Le entrate (e le relative uscite) da fiscalità generale si attestano invece a 149,126 miliardi, in aumento di 27,331 miliardi (+22,4%). Nel documento che accompagna l'atto di approvazione il presidente del Civ Inps, Guglielmo Loy, sottolinea poi come la fase di difficoltà economica che il Paese sta attraversando inevitabilmente incide sul bilancio dell'istituto per effetto anche dalla diminuzione delle entrate e l'aumento delle prestazioni. Per questo, sottolinea, è ancora più urgente che le necessità, più volte evidenziate dal Civ in merito ai piani di intervento strutturale, trovino già nell'ultimo trimestre 2020 attuazione ed avvio; in particolare con riferimento al Piano straordinario degli investimenti per le sedi strumentali dell'Istituto finalizzato alla riduzione dei costi di locazione, ai Piani strategici sull'informatica, agli interventi straordinari per le risorse umane e la formazione, al miglioramento strutturale delle prestazioni a sostegno della non autosufficienza.

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