Sabotò la nave per evitare la missione: militare della Marina rischia 24 anni di carcere

Secondo l 'accusa, la nave avrebbe subito un danno di oltre 30.000 euro, ed è stata costretta a rimanere ferma nell'Arsenale di La Spezia per circa 5 mesi, con il conseguente annullamento delle operazioni militari programmate.

La nave Gorgona

Verona - Si è aperto davanti al Tribunale di Verona il processo ad un militare accusato di aver sabotato una nave della Marina, la "Gorgona", con l'obiettivo di non partire per una missione nel Mediterraneo. L'imputato, un sottocapo di terza classe della Marina, deve difendersi dall'accusa di distruzione o sabotaggio di opere militari pluriaggravata. Svolgeva le mansioni di motorista.

Il dibattimento davanti al Tribunale Militare del capoluogo è stato aggiornato al gennaio 2021. I pm Alberto Bruni e Luca Sergio hanno ascoltato nella prima udienza numerosi testimoni, tra cui il Comandante della flotta e il comandante della nave, oltre ad altri appartenenti della Marina. Secondo l 'accusa, la nave avrebbe subito un danno di oltre 30.000 euro, ed è stata costretta a rimanere ferma nell'Arsenale di La Spezia per circa 5 mesi, con il conseguente annullamento delle operazioni militari programmate.
I fatti risalgono alla notte del 29 gennaio 2019. Il militare, secondo l'accusa, si sarebbe introdotto nella sala macchine della "Gorgona", e dopo aver sollevato una griglia calpestabile e averne messo fuori uso i fissaggi avrebbe aperto il portello di ispezione centrale del «riduttore di dritta» gettando all'interno perni, bulloni e altri pezzi metallici, così da renderlo inefficiente e non riparabile in tempi brevi.

Nelle prossime udienze, i Pm ascolteranno esperti e tecnici, oltre ai Carabinieri che hanno condotto le indagini. La pena prevista per il reato di sabotaggio va da a 8 a 24 anni di reclusione.

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