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A Cornigliano la fabbrica del grafene

Genova - Parte il conto alla rovescia per la nascita della fabbrica di grafene dell’Istituto italiano di tecnologia, la prima a Genova in Liguria e la seconda in Italia. «A maggio la fabbrica sarà attiva», annuncia Vittorio Pellegrini, direttore dei Graphene Labs dell’Iit

Francesco Margiocco
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Genova - Parte il conto alla rovescia per la nascita della fabbrica di grafene dell’Istituto italiano di tecnologia, la prima a Genova in Liguria e la seconda in Italia. «A maggio la fabbrica sarà attiva», annuncia Vittorio Pellegrini, direttore dei Graphene Labs dell’Iit. Al momento la neonata società, che si chiama Be Dimensional, è formata dai quattro soci fondatori e da nessun altro, ma in prospettiva potrebbe portare molto lavoro in città. Addirittura un centinaio di posti di lavoro secondo quanto lo stesso Iit un mese e mezzo fa - si veda Il Secolo XIX del 18 febbraio - lasciava intendere. La sede provvisoria di Be Dimensional sarà a Cornigliano, in un’ala di Bic Liguria, l’incubatore aziendale - organizzazione che ha il compito di agevolare la nascita di nuove aziende - controllato dalla Regione attraverso la sua finanziaria, Filse. «I macchinari - dice Pellegrini - arriveranno a Genova tra pochi giorni». Sono macchine che l’Iit ha progettato affidandone la costruzione a una ditta giapponese, e che si basano su una tecnica economica che usa inchiostri formati da scaglie di grafene e stampanti a getto d’inchiostro per stendere il liquido su ogni tipo di superficie. I soci fondatori della nuova azienda sono la ricercatrice dell’Iit Greta Radaelli, che a soli trent’anni ne è anche l’amministratore delegato, e i suoi colleghi Francesco Bonaccorso e Ilker Bayer, oltre allo stesso Pellegrini che ieri ha parlato della futura fabbrica di grafene ad un convegno, in via Garibaldi, organizzato dal settimanale Panorama e dedicato a Genova.

«Tra i soci finanziatori - riferisce Pellegrini - abbiamo sia istituzioni, come la finanziaria della Regione Liguria, Filse, che privati». Di questi ultimi, per ora, il direttore dei Graphene Labs non vuole fare i nomi. «L’iter per l’ingresso dei soci finanziatori è alle fasi finali, e complessivamente - sottolinea Pellegrini - raccoglieremo un milione e mezzo, che è la cifra necessaria a partire». Be Dimensional è la seconda fabbrica di grafene in Italia dopo la Directa Plus di Lomazzo, Como, che però usa una tecnologia diversa.

Isolato la prima volta dai fisici russi Andrej Gejm e Konstantin Novosëlov, che per questo hanno vinto il Nobel nel 2010, il grafene è un derivato del carbonio. È un conduttore di calore ed elettricità, ed è il materiale più leggero conosciuto dall’uomo: 2.630 metri quadrati di grafene pesano un grammo, 3 grammi coprono la superficie di un campo da calcio. È anche il materiale più resistente tra quelli conosciuti, da 100 a 300 volte più dell’acciaio.

L’inchiostro di grafene potrà essere steso sul polistirolo, per realizzare caschi da motocicletta molto più sottili, leggeri e robusti di quelli attuali. Gli altri possibili usi vanno dai pannelli solari ultraleggeri e indistruttibili, ai telefonini flessibili, alle batterie molto più efficienti di quelle oggi in commercio, alle vernici anti-graffio per le carrozzerie delle auto, per i vetri o per le lenti degli occhiali.

Ribattezzato “la plastica del futuro”, il grafene è in tutto il mondo oggetto di grande interesse e di grandissimi investimenti. La Commissione europea ha stanziato un miliardo di euro per svilupparlo. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Cina sono nate diverse aziende che lo producono, e negli Usa alcune di loro sono quotate in borsa.

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