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Gozzi, l’ex craxiano che si reinventò manager del Gruppo Duferco / IL PERSONAGGIO

Genova - Un predestinato della politica, mondo che ha poi lasciato - dopo averne sfiorato i vertici - per quello dell’impresa.

Roberto Pettinaroli
2 minuti di lettura

Genova - Un predestinato della politica, mondo che ha poi lasciato - dopo averne sfiorato i vertici - per quello dell’impresa. Fino ad arrivare al calcio, il terzo profilo di una vita caratterizzata dal successo. L’ascesa di Antonio Gozzi, 61 anni il prossimo 15 aprile, verso i palazzi romani si interrompe solo in seguito al cortocircuito di Mani pulite e all’implosione della Prima Repubblica.

La politica

Tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta Gozzi è l’enfant prodige della politica ligure. Entra a 16 anni nella Federazione giovanile socialista - appartiene alla corrente “di sinistra” di Riccardo Lombardi - e diventa giovanissimo amministratore comunale. Il Psi chiavarese fa l’accordo con il sindaco Dc di allora, il mitico ammiraglio Luigi Gatti: si forma il primo centrosinistra e Gozzi diventa vicesindaco. Lo resterà per tre anni. Come assessore all’Urbanistica viene coinvolto col resto della giunta nell’inchiesta (i “lampioni d’oro”) che porterà alle dimissioni dell’allora sindaco Marco Mazarino de Petro per una vicenda di appalti pubblici. L’indagine giudiziaria si chiude per tutti con un non luogo a procedere per intervenuta amnistia, ma Gozzi rifiuta l’amnistia. Chiede e ottiene il processo. E viene assolto. Lascia l’impegno politico a fine ’93 da segretario regionale del Psi, con il partito ormai agonizzante, a livello nazionale, dopo l’esplosione di Tangentopoli. Senza quel ciclone, chissà: forse avrebbe ottenuto una poltrona da ministro, visto che con un altro giovane e brillante segretario regionale di allora, Enrico Boselli, è l’emergente nel Psi di Bettino Craxi. Ma Tangentopoli fa tabula rasa dei vecchi partiti e Craxi, inseguito dai giudici, si rifugia in Tunisia.

L’Imprenditore

Gozzi dà una brusca sterzata alla sua vita: lascia l’impegno politico per il mondo degli affari e la Duferco, il colosso dell’acciaio con sede a Lugano fondato dallo zio materno Bruno Bolfo. Entrato (senza incarichi operativi) nel board dell’azienda nel ’94, Gozzi fa anche il docente universitario (Economia marittima dei trasporti a Genova, Economia e gestione delle imprese a Padova) prima di dedicarsi totalmente all’attività manageriale. Diventa quindi amministratore delegato di Duferco, gruppo che con il trading dell’acciaio è presente con fabbriche e uffici in più di 50 Paesi (27 location in Italia, 16 in Belgio, 12 in Francia, 7 negli Stati Uniti) e conta migliaia di dipendenti. Dopo la guida della holding arriva anche la nomina a presidente di Federacciai, l’associazione di categoria di Confindustria. Nel frattempo, Gozzi dedica tempo ed energie a quelli che considera i suoi due hobby: la Virtus Entella e l’azienda agricola San Nicola, sulla circonvallazione di Chiavari, che produce olio e un vino di cui lui va orgogliosissimo, un sapiente mix di Vermentino, Albarola e Malvasia.

Il calcio

«Quando andrò in pensione, mi dedicherò a tempo pieno alla San Nicola e all’Entella», ripete a chi gli chiede provocatoriamente se abbia intenzione di candidarsi a sindaco, o magari a presidente della Regione. L’Entella, strada facendo, gli porta via molte più energie di quelle che probabilmente aveva messo in preventivo. Ma gli regala anche adrenalina pura: come il 4 maggio scorso, giorno della vittoria a Cremona e della storica promozione in serie B. Sposato con Sabina Croce («Il primo amore conosciuto sui banchi del liceo»), due figli (Vittoria e Augusto), a Chiavari Gozzi ha tra i suoi progetti anche la realizzazione di un polo hi-tech sull’area di colmata a levante del porto. Una “cittadella” che inglobi parco tecnologico, le start up di aziende ad alto contenuto di innovazione (come Wyscout, una sua creatura lodata anche dall’ex premier Mario Monti) e forse anche uno stadio. Ora su tutto questo è piombata, come un fulmine a ciel sereno, l’inchiesta dei giudici di Bruxelles e il clamoroso arresto.

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