Dalla Nigeria a Genova: Gabriele Volpi sbarca in Carige
Genova - L’imprenditore avrebbe preso posizione. Rumors lo danno pronto a salire in occasione dell’aumento di capitale.
Gilda Ferrari
Genova - Qualcosa di più di un semplice investimento speculativo, forse il desiderio di contribuire a rafforzare la banca della Liguria. In attesa che Bankitalia dia l’ok, scontatissimo, all’ingresso in Carige della famiglia Malacalza che attraverso la Malacalza Investimenti ha acquistato il 10,5% della Banca dalla Fondazione per 66,2 milioni, un altro imprenditore fa rotta sull’istituto guidato da Cesare Castelbarco Albani e Montani. È Gabriele Volpi, uno degli uomini più ricchi e meno conosciuti d’Italia. Classe 1943, Volpi è nato a Recco, ha sposato una lodigiana, ha giocato tanto a pallanuoto, ha una passione sportiva che lo porta a investire su Pro Recco e Spezia Calcio. Di Volpi si conosce la storia dell’impero economico costruito in Nigeria, Paese dove gestisce la logistica portuale del petrolio, attività che dà lavoro a 20mila persone e garantisce un giro d’affari di oltre 2 miliardi di dollari. Meno pubblico il dolore che lo ha straziato da ragazzo (quando a 15 anni perse la madre e a 18 il padre) e il legame che tuttora lo àncora alla Liguria.
Negli ultimi tempi Volpi ha preso posizione in Carige, acquistando sul mercato, forse anche approfittando, come tanti altri investitori, dei pacchetti di quote via via ceduti dall’ex socio di riferimento Fondazione, ente che ha messo fieno in cascina e ora è fermo intorno al 3% in attesa di scendere ancora, forse sino allo 0,5%, quando arriverà l’autorizzazione del Mef. Più fonti finanziarie sostengono che Volpi detenga una quota sotto il 2%, tetto di rilevanza Consob: la notizia non viene smentita nemmeno da fonti a lui vicine. Su piazza milanese comincia a circolare voce che dietro Ubs - che controlla un 4,7% di Carige metà in proprio e metà per conto terzi - possa esserci non Andrea Bonomi o qualche fondo d’investimento straniero come si era ipotizzato, bensì lo stesso Volpi. L’indiscrezione, al momento non trova conferme, ma neppure smentite.
Se l’imprenditore nigeriano intenda o meno diventare un socio stabile di Carige si scoprirà a maggio, in occasione dell’aumento di capitale da 850 milioni, quando eventuali i diritti inoptati saranno messi all’asta. Forse prima. Volpi potrebbe avere investito una micro parte della sua ricchezza in Carige a scopo speculativo; oppure, a 72 anni, potrebbe avere deciso di contribuire al rafforzamento della banca con un investimento di medio-lungo termine. Malacalza è il primo socio, legato alla Fondazione da un patto sulla governance, con approccio industriale: con l’aumento di capitale potrebbe incrementare la quota, mossa invece improbabile sul fronte francese Bpce. Malacalza e Volpi si conoscono ma non hanno rapporti. L’imprenditore di Bobbio, secondo fonti, sull’argomento è laico: chiunque voglia il bene della banca per lui è il benvenuto.
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