La cannabis scalda i motori per Borsa Italiana

Roma - La cannabis terapeutica è pronta a sbarcare in Piazza Affari: già presente da gennaio sul mercato di Londra e Francoforte, il primo fondo del settore a quotarsi in Europa, è in attesa del via libera di Borsa italiana

di Monica Paternesi

Roma - La cannabis terapeutica è pronta a sbarcare in Piazza Affari: già presente da gennaio sul mercato di Londra e Francoforte, il primo fondo del settore a quotarsi in Europa, il Medical Cannabis and Wellness Ucits Exchanged Traded Fund (Cbdx la sigla) è in attesa del via libera di Borsa italiana per essere negoziato anche in Italia.

La richiesta è stata presentata in contemporanea con quelle per la Gran Bretagna e la Germania, dove l'Etf ha esordito nel listino rispettivamente il 22 ed il 14 gennaio. Promosso dal fondo canadese Purpose Investments, pioniere nel mondo della finanza "in erba", è il primo Etf dedicato alla cannabis in Europa ed è composto da un sottostante di tutte società quotate che fanno business nel settore: dai produttori e fornitori di cannabis terapeutica, ai fornitori di attrezzature idroponiche, aziende di prodotti di consumo a base di cannabis terapeutica, aziende attive nella locazione di strutture per i coltivatori di ad aziende che investono in particolare in cannabis terapeutica: «Speriamo che l'Etf possa essere quotato a breve anche su Borsa Italiana ma al momento non abbiamo ancora una data», spiegano da Haneft, il gestore del fondo, precisando di aver dedicato un «notevole tempo e impegno per arrivare a una solida base legale per tutte le parti coinvolte, i legislatori, i service provider, le Borse». Il sottostante in marijuana infatti su molte piazze non è così automatico da digerire sia per le autorità che per gli investitori.

Oltreoceano la famiglia di prodotti finanziari legati al mondo della cannabis è decisamente prolifera, ma molto meno in Europa anche se l'attenzione continua a crescere nonostante la forte volatilità nell'ultimo anno dei titoli di settore, dettata soprattutto dalle incertezze della legislazione in materia nei vari Paesi.

In Canada e Stati Uniti i titoli delle marijuana big hanno registrato sensibili perdite nell'ultimo anno e si guarda con grande attenzione alle prossime elezioni Usa per capire che aria tirerà per il settore.

Ma intanto la tendenza alla liberalizzazione va avanti in molti Paesi e il mercato cresce a doppia cifra: secondo i dati di Markets and Markets, nel 2018 il giro d'affari della cannabis valeva a livello globale 10,3 miliardi di dollari, con una previsione di crescita a 39,4 miliardi al 2023 e un incremento annuale del 30,7%.

In Europa al momento sono 28 i Paesi ad avere normative di qualche tipo sulla cannabis terapeutica, con il Regno Unito che è il più grande produttore ed esportatore di cannabis per uso terapeutico al mondo.

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