Boom del settore privato a Cuba

L'Avana - Con un appello al Paese a «lavorare con intelligenza», senza sentirsi «addolorati o oppressi», il governo cubano è tornato a difendere il suo modello economico, annunciando una espansione senza precedenti negli ultimi 50 anni del settore privato. Intervenendo in una riunione del consiglio dei ministri, il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha sottolineato che le nuove misure puntano a dare stabilità

L'Avana - Con un appello al Paese a «lavorare con intelligenza», senza sentirsi «addolorati o oppressi», il governo cubano è tornato a difendere il suo modello economico, annunciando una espansione senza precedenti negli ultimi 50 anni del settore privato. Intervenendo in una riunione del consiglio dei ministri, il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha sottolineato che le nuove misure puntano a dare stabilità ad un modello nel quale ha riconosciuto l'esistenza di «complessità».

Il capo dello Stato ha specificato che le citate «complessità» riguardano l'applicazione del processo di ordinamento monetario (semplificazione dei cambi, eliminazione del peso convertibile, e riforma generale di salari e prezzi), la pandemia e la produzione di alimenti. In questo ambito il governo ha menzionato, fra le decisioni per stimolare «lo sviluppo economico e sociale dell'isola», il «perfezionamento» del lavoro privato, con l'eliminazione della lista che lo limitava a solo 127 settori.

D'ora in poi, hanno assicurato le autorità dell'area economica, saranno oltre 2.000 i settori in cui potranno entrare con la loro attività i cosiddetti cuentapropistas (lavoratori autonomi). Secondo le statistiche disponibili, sono a Cuba circa 600 mila i cittadini in tutto il Paese che saranno interessati da questa riforma di apertura all'iniziativa privata, ossia un 13% della forza lavoro nazionale. Nella nuova normativa, si qualifica in ogni caso «essenziale» il controllo che potrà esercitare lo Stato cubano sul lavoro autonomo, attraverso regolamenti, ispezioni e «lotta alle forme di illegalità».

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