Niente Hsbc, Mustier rimane in Unicredit

Milano - Jean Pierre Mustier resta in Unicredit. Il dirigente francese non cede alle lusinghe di Hsbc e prosegue con il suo team per garantire la piena esecuzione del nuovo piano industriale al 2023

di Fabio Perego

Milano - Jean Pierre Mustier resta in Unicredit. Il dirigente francese non cede alle lusinghe di Hsbc e prosegue con il suo team per garantire la piena esecuzione del nuovo piano industriale al 2023. Dopo le indiscrezioni riportate dal Financial Times nel week end, è arrivata l'ufficialità dal gruppo di Piazza Gae Aulenti. Il nome del manager francese era emerso lo scorso giovedì tra i candidati principali per il ruolo di Ceo della banca inglese.

Hsbc la scorsa settimana ha presentato un maxi piano biennale di ristrutturazione e di ridimensionamento miliardario delle sue strutture- con annesso taglio di ben 35 mila dipendenti - sulla scia di una chiusura del 2019 segnata dal dato sull'utile lordo in calo del 32,9%, fino a 13,35 miliardi di dollari. A illustrare il pesantissimo piano, il più significativo dalla crisi messicana del 2012, è stato l'amministratore delegato ad interim Noel Quinn, salito al timone della barca in agosto, dopo l'estromissione repentina di John Flint. L'uscita di scena di Mustier non si traduce automaticamente in una nomina di Quinn. Hsbc sarebbe infatti in trattative con almeno un altro candidato esterno. La ricerca dell'amministratore delegato resta dunque in corso con una tabella di marcia confermata tra sei o 12 mesi.

Le indiscrezioni su un possibile addio di Mustier venerdì avevano provocato il crollo di Unicredit in Borsa, appesantita ancora (-4,13% a 12,64 euro) come tutti i listini europei sull'effetto Coronavirus. Il manager arrivato come ad di Unicredit nell'estate del 2016 ha inciso profondamente nel gruppo, trasformandolo e tagliando costi e crediti deteriorati.

Nel triennio sono state peraltro cedute in serie Pioneer, Pekao, Fineco, Mediobanca ed è stata ridotta la presenza in Turchia. Lo scorso dicembre il gruppo ha poi presentato il nuovo piano Team 23 che punta ad un utile di cinque miliardi, ma che prevede anche 8.000 tagli di cui 6.000 (500 dal precedente piano) in Italia per i quali sono già partite le trattative con i sindacati.

Nel corso dell'ultima settimana è ripartito il risiko bancario con l'offerta di Intesa Sanpaolo ad Ubi ed è ricominciato il valzer di poltrone nel settore con Marco Morelli che ha comunicato la sua indisponibilità per un nuovo mandato alla guida di Monte dei Paschi di Siena mentre sarà da vendere il futuro di Victor Massiah, se l'offerta di Cà de Sass dovesse andare in porto. Carlo Messina gli ha già offerto un posto tra le prime linee.

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