Sace attiva la Garanzia Italia, cambia governance

Roma - La Sace si prepara ad attivare Garanzia Italia, nuovo strumento straordinario per sostenere le imprese italiane nel reperire liquidità e finanziamenti necessari per fronteggiare l’emergenza coronavirus garantendo continuità alle attività economiche e d’impresa

Roma - La Sace si prepara ad attivare Garanzia Italia, nuovo strumento straordinario per sostenere le imprese italiane nel reperire liquidità e finanziamenti necessari per fronteggiare l’emergenza coronavirus garantendo continuità alle attività economiche e d’impresa.

Così fanno sapere dalla società pubblica, ricordando che il decreto legge in tema di misure per la Liquidità ha stanziato 200 miliardi di euro di garanzie di Stato per sostenere i finanziamenti in favore delle attività economiche, che direttamente o indirettamente, hanno subito danni a causa dell’emergenza sanitaria, allo scopo di fronteggiare le carenze di liquidità e il riavvio della piena operatività.

Sace gestirà le richieste di copertura dei rischi su finanziamenti concessi da istituti di credito attraverso l’emissione di una garanzia ("Garanzia Italia" appunto) contro-garantita dello Stato. In questa direzione, sono già in fase avanzata i lavori con l'Associazione bancaria italiana.

In questa iniziativa, attivata in tempi brevissimi grazie al coordinamento di tutte le istituzioni interessate, Sace interverrà fornendo il supporto operativo necessario, impegnandosi ad emettere la Garanzia Italia contro-garantita dallo Stato a fronte di finanziamenti concessi, alle imprese che ne faranno richiesta, dagli istituti di credito.

Lo strumento, che potrà essere richiesto fino al 31 dicembre 2020, sarà disponibile per qualsiasi tipologia di impresa con sede in Italia indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attività e dalla forma giuridica.

Le richieste di finanziamento dovranno essere presentate dalle imprese direttamente alle banche di riferimento, e successivamente sarà la stessa banca ad effettuare la richiesta di garanzia a Sace.

Il finanziamento rilasciato dalle banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e dagli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, sarà garantito da Sace e contro-garantito dallo Stato al 90% per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e con fatturato fino a 1,5 miliardi di euro e al 70-80% per le grandi imprese con numero di dipendenti o fatturato superiore.

Potrà avere una durata fino a sei anni, con 24 mesi di preammortamento e importo non superiore al 25% del fatturato del 2019 o al doppio della spesa salariale annuale per il 2019. Potranno essere richiesti anche più finanziamenti dalla stessa impresa, sempre nel rispetto di questi limiti.

Lo stesso decreto prevede per tutte le piccole e medie imprese (imprese fino a 499 dipendenti) l’intervento prioritario diretto del Fondo Centrale di Garanzia, rafforzato per questo dine, con garanzia pubblica del 100% per i prestiti fino a 800 mila euro.

Come detto, sono già in fase avanzata i lavori con la task force con l’Abi, così come i tavoli con i principali istituti bancari, per analizzare e rendere operativi tutti gli aspetti connessi alle nuove disposizioni contenute nel dl, con l’obiettivo di operare congiuntamente per dare attuazione a quanto stabilito in tema di liquidità per le imprese.

CAMBIO DI GOVERNANCE
Cambia la governance di Sace che resta sotto il controllo della Cassa depositi e prestiti, ma sarà soggetta al coordinamento del ministero dell’Economia, che agirà di concerto con il ministero degli Affari esteri. Lo prevede il decreto Liquidità pubblicato in Gazzetta ufficiale. Si prevedono «modalità di accordo, condivisione e informazione, tra lo Stato e Cdp», come spiega la relazione illustrativa, «sulle modalità di esercizio dei diritti dell’azionista» da parte di Cassa, e si stabiliscono «rapporti diretti tra lo Stato e Sace funzionali al funzionamento delle misure introdotte» dal decreto legge. Inoltre Cdp e Sace dovranno concordare, su base pattizia, le strategie industriali e commerciali «al fine di aumentare l’efficacia del sistema di sostegno all’esportazione e all’internazionalizzazione delle imprese e del rilancio dell’economia».

Sace dovrà inoltre consultare il ministero dell’Economia e concordare con lo stesso Mef, che agisce di concerto con gli Affari esteri, l’esercizio dei diritti di voto e le nomine.

La società controllata da Cdp, nella predisposizione del piano annuale di attività, terrà poi conto delle linee guida e di indirizzo strategico in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese assunta dalla cabina di regia co-presieduta dal ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dal ministro dello Sviluppo economico.

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