Assocostieri in difesa di Costa Bioenergie

Venezia - Assocostieri, l’associazione che riunisce gli operatori indipendenti della logistica energetica italiana, intende portare a conoscenza di tutti gli interlocutori del settore - diretti e indiretti - il caso Costa Bioenergie. Si tratta, in particolare, degli effetti causati dal decreto Agosto rispetto al progetto di un deposito di Gpl che questa società intenderebbe finalizzare nel porto di Chioggia

Venezia - Assocostieri, l’associazione che riunisce gli operatori indipendenti della logistica energetica italiana, intende portare a conoscenza di tutti gli interlocutori del settore - diretti e indiretti - il caso Costa Bioenergie. Si tratta, in particolare, degli effetti causati dal decreto Agosto rispetto al progetto di un deposito di Gpl che questa società intenderebbe finalizzare nel porto di Chioggia. Nella fattispecie, il provvedimento (D.lgs. 104/2020) - all’articolo 95 commi 24, 25 e 26 - vieta la realizzazione e l’avvio all’esercizio di impianti di stoccaggio di Gpl in aree classificate come patrimonio dell’Unesco, anche quando già autorizzati. Secondo l’analisi dell’associazione, questa previsione costituisce un chiaro esempio di norma ad personam, perché l’unico caso di impianto di stoccaggio di Gpl - presente in un’area Unesco - è proprio il progetto di Chioggia.

Per Assocostieri, la norma viola "anche il principio di ragionevolezza che impone di trattare in maniera uguale situazioni simili. È infatti da dimostrare il potenziale pregiudizio per le aree Unesco derivante dall’impianto di mero stoccaggio (e non di lavorazione) di Gpl rispetto agli impianti di lavorazione, trasporto, lavorazione e gestione degli altri prodotti infiammabili e pericolosi presenti nella laguna veneta o nelle altre aree Unesco". L'associazione ravvede nella norma la violazione del dettato costituzionale (art. 77, perché nel caso di Chioggia non ci sarebbero i presupposti di necessità e urgenza che giustificano l'utilizzo del decreto legge; art. 41, libertà di iniziativa economica; art. 42 statuto costituzionale della proprietà): "Il provvedimento costituisce quindi un grave precedente - concludono dall'associazione - in cui si ribalta un diritto acquisito al termine di un annoso procedimento autorizzativo, nel quale la sicurezza e gli aspetti ambientali sono stati oggetto di approfondita valutazione tecnica, e si perseguita una singola iniziativa imprenditoriale. Sulla base di quanto sopra riportato, Assocostieri manifesta rammarico per un epilogo del genere, non discusso o negoziato con le parti in causa, finale forse già scritto di una vicenda decennale che è un triste esempio per tutti quegli imprenditori privati che cercano di portare avanti le proprie iniziative d’impresa confidando sulla neutralità e buona fede dello Stato".

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