L’energia nucleare e la sfida della quarta generazione: sarà pronta nel 2030

Il costo di costruzione di un grande reattore nucleare di quarta generazione oscillerà tra i 5 e i 10 miliardi di euro. Quello di un reattore piccolo, i cosiddetti 'Small modular reactors', oscillerà invece tra 1 o 2 miliardi di euro

L'impianto nucleare di Royalton

di Alice Scialoja e Federico Finocchi

Roma - La prospettiva che potrebbe mettere d'accordo favorevoli e contrari all'uso dell'energia nucleare si chiama 'Quarta generazione'. E la sfida si gioca entro il prossimo decennio. I primi reattori della nuova tecnologia, i cosiddetti 'Small modular reactors', "almeno dal punto di vista tecnico e al netto delle decisioni politiche, saranno infatti pronti in Europa a partire dal 2030". Reattori più sicuri e con un sistema di raffreddamento non più ad acqua ma a piombo, a sodio, a elio o a sali fusi.

A spiegare a LaPresse i tempi previsti e il funzionamento dei nuovi reattori nucleari è Marco Ricotti, docente di impianti nucleari al Politecnico di Milano. Un tema, quello del nucleare, da sempre controverso e tornato d'attualità in questi giorni dopo le parole del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che ha invitato a non considerare un tabù la tecnologia nucleare. "I reattori di piccole dimensioni, i cosiddetti 'Small modular reactors', di quarta generazione saranno pronti tra il 2030 e il 2035 in Europa e negli Stati Uniti. Una importante caratteristica che li contraddistingue dalla generazione precedente è il sistema di raffreddamento che non è più ad acqua ma a piombo liquido. Oppure a sodio, elio o sali fusi". Reattori più piccoli, ma anche più sicuri. "Una maggiore sicurezza - aggiunge l'esperto - è certamente tra le caratteristiche più rilevanti dei reattori di quarta generazione. Si lavora inoltre a soluzioni che consentano di bruciare all'interno dello stesso reattore le scorie prodotte". In Russia, per esempio, dove il primo prototipo di centrale di ultima generazione "sarà costruito tra il 2024 e il 2025", si sta sperimentando una soluzione tecnologica interessante. "Insieme al reattore sarà realizzato anche il sistema per bruciare le scorie. Un sistema che non consentirà di eliminarle al 100%, ma ridurle di molto senz'altro".

"Il costo di costruzione di un grande reattore nucleare di quarta generazione oscillerà tra i 5 e i 10 miliardi di euro. Quello di un reattore piccolo, i cosiddetti 'Small modular reactors', oscillerà invece tra 1 o 2 miliardi di euro". Soldi che diventano energia elettrica, ma non solo. "Con i mini reattori si potranno alimentare in energia elettrica tra le 50 e le 100mila famiglie, se consideriamo una potenza di 3 chilowatt ad abitazione. I piccoli reattori di nuova generazione avranno, infatti, una potenza che andrà dai 50 ai 300 megawatt. Mentre i grandi reattori attuali sono di circa 1500-1600 megawatt. Un'altra caratteristica innovativa dei mini reattori - aggiunge Ricotti - è la loro flessibilità. La loro piccola taglia consentirà di utilizzarli non solo per la produzione di energia elettrica, ma anche per altri impieghi, come il teleriscaldamento, la desalazione o l'energy storage. Potranno, inoltre, essere adoperati per alimentare batterie elettriche o per produrre idrogeno".

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