Iren, piano da 12,7 miliardi e 7.000 assunzioni

Milano - Il consiglio di amministrazione di Iren, la società multiservizi di Torino, Genova e Reggio Emilia, ha approvato il piano industriale al 2030, illustrato oggi a Milano. La nuova sfida per i prossimi 10 anni prevede un ammontare complessivo di investimenti pari a 12,7 miliardi di euro

Milano - Il consiglio di amministrazione di Iren, la società multiservizi di Torino, Genova e Reggio Emilia, ha approvato il piano industriale al 2030, illustrato oggi a Milano. La nuova sfida per i prossimi 10 anni prevede un ammontare complessivo di investimenti pari a 12,7 miliardi di euro con un raddoppio degli investimenti medi annui rispetto al periodo 2015-2020, equamente distribuiti in arco piano. Più del 70% degli investimenti cumulati sono destinati ai settori regolati o semi regolati, al fine di potenziare, ammodernare e digitalizzare i servizi a rete, con particolare focus sugli impianti di depurazione, di estendere il teleriscaldamento e di migliorare la qualità del servizio della raccolta rifiuti urbani con l'obiettivo di incrementare il recupero di materia in impianti propri.

Come afferma il presidente del gruppo, Paolo Boero, il percorso da qui al 2030 sarà focalizzato sulla crescita «in ogni area, prestando particolare attenzione ai bisogni dei nostri territori», proiettando questi ultimi verso «una crescita sostenibile» il cui volano principale è «la qualità dei servizi». D'altronde l'Iren, come sottolinea Boero, vuole proporsi in qualità di «socio preferenziale» per cittadini e pubbliche amministrazioni in modo tale da «soddisfare le necessità e trovare soluzioni avanzate». In quest'ottica «si prevede un'accelerazione delle attività di crescita per linee esterne» attraverso operazioni di fusioni e acquisizioni o «con il consolidamento di società già partecipate». Sono inoltre previsti 1,6 miliardi di euro «in progetti legati all'innovazione» e 600 milioni legati alla digitalizzazione del business del gruppo.

Iren infatti, come osserva Boero, «studierà l'applicazione di tecnologie abilitanti che favoriscano il processo di transizione energetica». Il 61% delle operazioni pensate da Iren per il prossimo piano decennale, pari a circa 7,7 miliardi di euro, è composto da investimenti di sviluppo, destinati a favorire la crescita dimensionale del gruppo. Tutti investimenti relativi prevalentemente «allo sviluppo delle rinnovabili, di impianti di selezione e trattamento, all'estensione delle reti di teleriscaldamento e ai progetti di soluzioni intelligenti». A differenza dei precedenti piani industriali, come sottolineato da Boero, sono stati inclusi gli investimenti per linee esterne pari al 14%, ovvero 1,8 miliardi di euro, e destinati al consolidamento di società partecipate, alla partecipazione alle gare gas e al completamento degli ato nei quali iren è operatore prevalente.

Infine il restante 25%, pari a circa 3,2 miliardi di euro, è destinato ad misure di mantenimento. Come sottolinea l'amministratore delegato e direttore generale di Iren, Gianni Vittorio Armani, l'impianto strategico del nuovo piano poggia le proprie basi su tre pilastri: «transizione ecologica, qualità del servizio e la territorialità». Insomma, «grazie a 12,7 miliardi di investimenti, Iren sarà in grado - osserva Armani - di raddoppiare il proprio business ottenendo un ebitda atteso pari a 1,8 miliardi di euro», e questo grazie anche all'ingresso di 7.000 nuovi lavoratori. «Nonostante la decisa accelerazione sul fronte degli investimenti», Armani è fiducioso, a nome di tutto il gruppo, affinché si possa mantenere «un'equilibrata struttura finanziaria che ci permetterà di offrire un'appetibile politica dei dividendi».

Dal punto di vista della sostenibilità, 8,7 miliardi di euro, circa l'80% degli investimenti organici sono indirizzati a progetti che concorrono al raggiungimento degli impegni presi nelle cinque focus-aree individuate, in particolar modo per supportare la resilienza delle città e per progetti di decarbonizzazione. La strategia di crescita di Iren, estesa a 10 anni, come spiegano i vertici del gruppo, risulta «coerente con i principali macro-tendenze di settore», cioè la decarbonizzazione e lo sviluppo delle rinnovabili, ma anche «l'economia circolare, l'efficienza energetica e la salvaguardia delle risorse naturali». Tutto ciò coltivando la realistica ambizione di divenire il partner di riferimento nel territorio, imporsi come riferimento nella transizione ecologica ed essere «la prima scelta dei soggetti interessati per i massimi livelli di qualità del servizio offerto.

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