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Banchine elettrificate, è scontro sulla tariffa

Genova - Il pressing sulla tariffa continua. È il valore determinante per capire quanto costerà agli armatori l’energia che arriverà dall’elettrificazione delle banchine. Sonia Sandei, manager di Enel e vice presidente di Confindustria Genova, ha la delega al Pnrr e ieri ha radunato diversi esperti

Si. Gal.
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(ansa)

Genova - Il pressing sulla tariffa continua. È il valore determinante per capire quanto costerà agli armatori l’energia che arriverà dall’elettrificazione delle banchine. Sonia Sandei, manager di Enel e vice presidente di Confindustria Genova, ha la delega al Pnrr e ieri ha radunato diversi esperti per discutere della metamorfosi che impone il piano, sia dal punto di vista economico che culturale: «Serve anche una transizione burocratica perché dobbiamo andare veloci. Ed è per questo che le competenze del pubblico e del privato devono essere messe a sistema».

Sandei raccoglie così anche la sollecitazione del sindaco di Genova Marco Bucci che ha chiamato le imprese a fare la propria parte. Il primo cittadino ha anche annunciato che il valore complessivo degli investimenti relativi ai dati trasportati dalle infrastrutture sottomarine, arrivano a «1,2 miliardi di euro» e che per l’edificio che ospiterà l’Internet Exchange Point - che funziona come “casello autostradale” dei dati - «si stanno vagliando due aree: una a Campi, poco distante dal nuovo ponte di San Giorgio, e l’altra agli Erzelli».

Non solo: Bucci annuncia anche che il trasporto pubblico locale a Genova diventerà «totalmente elettrico entro il 2025» e che verranno realizzati lo skytram in Valbisagno e il people mover dall’aeroporto alla collina degli Erzelli: «Per me il Pnrr è superiore al piano Marshall, non tanto e non solo per la dotazione economica, ma per i risultati che impone al nostro Paese-spiega invece Tiziano Treu che ricopre il ruolo di coordinatore del tavolo di partenariato economico, sociale e territoriale del Pnrr. Treu indica poi tre pilastri su cui agisce il piano. «Non esiste solo la parte industriale ed economica. C’è quella sociale che è ugualmente importante e poggia sulla riduzione dell’abbandono scolastico che oggi interessa 470 mila giovani in Italia, sull’occupazione femminile e sul Mezzogiorno».

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