Centrale della Spezia, turbogas addio

Dopo aver detto addio al carbone a fine 2021, La Spezia potrebbe veder accantonato anche il progetto di riconversione a turbogas. Questo perché l’impianto di Vallegrande non è stato inserito da Enel nell’asta del capacity market del 2024

di Laura Ivani

La Spezia - Dopo aver detto addio al carbone a fine 2021, La Spezia potrebbe veder accantonato anche il progetto di riconversione a turbogas. Questo perché l’impianto di Vallegrande non è stato inserito da Enel nell’asta del capacity market del 2024. Si tratta del bando sul mercato della capacità, predisposto da Terna, con cui vengono assegnati i contratti annuali con cui vengono assegnate quote della capacità elettrica esistente. E l’azienda ha tenuto fuori proprio le centrali destinate a conversione da carbone a turbogas: oltre alla Spezia anche Civitavecchia e Brindisi. Si apre così uno scenario nuovo, che mette al centro energie pulite. Ma anche uno sviluppo inedito per gli oltre 70 ettari della centrale Eugenio Montale. Nelle scorse ore il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha già preso contatto con i vertici del sito spezzino per ragionare sul futuro dell’area.

E per avere contezza delle intenzioni di Enel: «Alla Spezia - fanno sapere dall'azienda - Enel prosegue nel percorso di confronto con le istituzioni territoriali per la definizione dello scenario di futuro sviluppo sostenibile delle aree di centrale, in linea con le necessità di sviluppo di energie territoriali e con le aspettative del territorio». Di certo a pesare su questo nuovo passaggio è stata una strategia energetica generale, ma anche la contrarietà espressa a tutti i livelli dal territorio sulla riconversione. Un progetto che, come noto, aveva ricevuto il via libera dal ministero alla Valutazione di impatto ambientale suscitando le ire dell’amministrazione comunale.

Ma l’atto tecnico forse è stato superato da fattori strategici e politici. Intanto la centrale spezzina non era stata inserita nell’asta 2023 del capacity market perché arrivata lunga con i tempi autorizzativi. Enel però non la ha portata nemmeno all’asta per il 2024, come a ribadire che le ipotesi progettuali su questo sito sono altre. Verso un «programma di decarbonizzazione» e uno «sviluppo di energie rinnovabili». Occorrerà poi vedere che cosa accadrà all’asta per il 2025, ma sembra meno probabile che i tempi si dilatino in questa misura, nell’ottica delle esigenze della transizione. Se il superamento del progetto venisse messo nero su bianco, dal punto di vista ambientale sarebbe un goal importante per una città che da decenni fa i conti con la presenza di una centrale elettrica affacciata sui quartieri. Il territorio ha conosciuto disagi e problemi.

Per questo maggioranza e opposizione si erano allineate contro la riconversione: «Una grande vittoria per tutto il territorio - commenta Peracchini -, ottenuta grazie ad atti concreti, portati avanti in primis dal Comune e da un gioco di squadra con Regione Liguria e parlamentari. Enel ha ascoltato la voce del territorio grazie alle delibere di giunta e di consiglio sulle varianti al Piano urbanistico comunale succedute in questi anni. Lunedì scorso è stata deliberata in giunta una variante al Puc il cui iter amministrativo verrà concluso nelle prossime settimane, che recepisce le indicazioni della Regione e non dà più carta bianca all'Enel di agire sul territorio senza un confronto con amministrazione e Comune. Altra questione importante che verrà affrontata è la tutela dei lavoratori, il cui impiego dovrà esser tutelato e salvaguardato». Oggi un confronto tra sindaco e vertici Enel, per discutere sul futuro dei 70 ettari di Vallegrande. I progetti che ha sul tavolo l'azienda vanno dall’impianto fotovoltaico a quello a idrogeno verde. E nel frattempo? Resta da capire poi quali siano le proposte del territorio, oltre al sogno di “valle dell’idrogeno” lanciato

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