Le conseguenze della Brexit sui traffici marittimi

A cura di Asla - l'Associazione degli Studi Legali Associati

di Studio Legale Mordiglia

Genova - L’obiettivo di questo breve intervento è di fornire una breve carrellata in ordine alle problematiche che la Brexit porrà alle operazioni doganali, al cabotaggio, alla sicurezza della navigazione e al riconoscimento delle qualifiche del personale marittimo dopo la fine del periodo di transizione della Brexit.

Dal 1 ° gennaio 2021 il Regno Unito non fa più parte dell'unione doganale. Ciò comporta modifiche alle regole che disciplinano la circolazione delle merci e il relativo regime doganale. In particolare, la fine del periodo transitorio comporterà:
(i) l'introduzione graduale dei controlli sulle merci alle frontiere, fino al completo controllo dal 1° luglio 2021;

(ii) l'imposizione di obblighi doganali speciali agli operatori commerciali che importano merci controllate (come le merci soggette ad accisa); (iii) l'adesione del Regno Unito alla Convenzione di Transito Comune (CTC).

Per quanto riguarda i controlli doganali, le relative procedure verranno svolte con modalità e tempistiche differenti a seconda della tipologia di merce. In particolare, nella prima fase a partire dal 1° gennaio 2021, saranno richieste documentazioni standard e requisiti doganali di base. Nella fase successiva a partire dal 1° aprile 2021, saranno richieste, per alcune tipologie di merci, ulteriori certificazioni tra cui la documentazione sanitaria. Dal 1° luglio 2021, infine, entrerà in vigore a pieno titolo il nuovo regime doganale e pertanto saranno richieste dichiarazioni doganali complete oltre all'aumento dei controlli fisici delle merci.

Per quanto riguarda le merci con requisiti doganali aggiuntivi, come i prodotti soggetti ad accisa, l'importatore potrebbe essere autorizzato a utilizzare la Custom Freight Simplified Procedure (CFSP), ovvero una procedura semplificata che consente un trattamento doganale più rapido mediante un sistema doganale elettronico per le merci importate. Se l'importazione riguarda beni sanitari e fitosanitari, l'importatore sarà tenuto a presentare un Import Health Certificate.

Infine, dal 1 ° gennaio 2021 il Regno Unito aderirà alla Convenzione di Transito Comune (CTC) non più come Stato membro dell'UE ma come paese terzo. Ne consegue che le merci dell'UE trasportate nel Regno Unito dovranno prima essere vincolate al regime di esportazione e solo successivamente potranno essere vincolate al regime di transito comune, con l'eccezione prevista dal protocollo Irlanda/Irlanda del Nord, secondo il quale la legislazione doganale dell'UE continuerà ad applicarsi all'Irlanda del Nord.

In relazione al cabotaggio, l'articolo 1 del Regolamento 3577/92 liberalizza la fornitura di servizi di trasporto marittimo all'interno degli Stati membri dell'UE (cabotaggio marittimo) a tutti gli armatori comunitari che hanno le loro navi registrate e battono bandiera di uno Stato membro. Il concetto di armatore comunitario, come definito all'articolo 2 del regolamento, comprende:
a) cittadini di uno Stato membro stabiliti in uno Stato membro conformemente alla legislazione di tale Stato e che esercitano attività di navigazione;
b) le compagnie di navigazione stabilite secondo la legislazione di uno Stato membro e la cui sede principale di attività è situata e il controllo effettivo esercitato in uno Stato membro; o
c) cittadini di uno Stato membro stabiliti al di fuori dell'Unione o compagnie di navigazione stabilite al di fuori dell'Unione e controllate da cittadini di uno Stato membro, se le loro navi sono registrate e battono bandiera di uno Stato membro conformemente alla sua legislazione.

Dopo la fine del periodo di transizione, gli operatori economici che non soddisfano più le condizioni stabilite nella definizione di armatore comunitario non godranno più del diritto di fornire servizi di cabotaggio marittimo conformemente al presente regolamento. Si noti tuttavia che uno Stato membro può, in base alla propria legislazione nazionale, decidere di non imporre restrizioni al cabotaggio da parte di navi battenti bandiera di un paese terzo.

Con riferimento alla sicurezza della navigazione, la Direttiva 2009/16/CE sulle operazioni di Port State Control disciplina il sistema di controllo dello Stato di approdo dell'UE. La direttiva richiede agli Stati membri di garantire che le navi straniere siano ispezionate nei porti dagli ufficiali di PSC dello Stato di approdo allo scopo di verificare che le condizioni di una nave e del suo equipaggiamento siano conformi ai requisiti delle convenzioni internazionali e che la nave sia controllata e utilizzata in conformità con la legge e i regolamenti applicabili. La Direttiva 2009/16 richiede anche la verifica di una serie di altri requisiti, compresi i certificati di assicurazione ai sensi della direttiva 2009/20. Il sistema di controllo dello Stato di approdo ha cessato di applicarsi al Regno Unito dal 1° gennaio 2021 e le relazioni tra il Regno Unito e l'Unione Europea saranno disciplinate dal Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo dello Stato di approdo.

Per quanto riguarda, invece, il riconoscimento dei titoli dei marittimi, si ricorda che ai sensi dell'articolo 3 della Direttiva 2008/106/CE i marittimi che prestano servizio a bordo di una nave battente bandiera di uno Stato membro dell'UE devono essere in possesso dei certificati previsti da tale normativa e rilasciati dallo stato di bandiera, da un altro Stato membro dell'UE secondo la procedura di cui all'articolo 5 o da uno dei paesi terzi riconosciuti ai sensi dell'articolo 19 della direttiva 2008/106/CE. Ciascuno Stato membro, per quanto riguarda le navi battenti la sua bandiera, riconosce i certificati rilasciati ai marittimi da altri Stati membri o dai paesi terzi riconosciuti, affinché i marittimi in possesso di tali certificati possano lavorare a bordo. Il riconoscimento dei titoli avviene attraverso due distinte procedure applicabili, rispettivamente, ai certificati rilasciati dagli altri Stati membri e a quelli rilasciati dai paesi terzi riconosciuti:
(i) l'articolo 5 della direttiva 2008/106/CE prevede che ogni Stato membro approvi o accetti i certificati rilasciati ai marittimi dagli altri Stati membri;
(ii) l'articolo 19, paragrafo 4, della direttiva 2008/106/CE prevede che uno Stato membro possa, per quanto riguarda le navi battenti la sua bandiera, decidere di convalidare i certificati rilasciati dai paesi terzi.

Ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2008/106, i certificati rilasciati per il personale marittimo dal Regno Unito non saranno più accettati o convalidati dagli Stati membri dell'UE. Tuttavia, la convalida del titolo rilasciata prima della fine del periodo di transizione dagli Stati membri dell'UE continuerà ad essere valida fino alla sua scadenza. Dopo la fine del periodo di transizione, inoltre, il riconoscimento dei certificati rilasciati ai marittimi dal Regno Unito da parte di uno Stato membro dell'UE sarà soggetto alle condizioni e alla procedura di cui all'articolo 19 della direttiva 2008/106/CE, in linea con il nuovo status del Regno Unito come paese terzo.

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