Un aggiornamento sul caso “Ever Given”

A cura di Asla - l'Associazione degli Studi Legali Associati

di Marco Manzone*

Genova - Il clamore mediatico generato dall’incaglio della nave porta container “Ever Given” nel canale di Suez si sta ormai affievolendo a distanza di un mese dalla liberazione del canale. Tuttavia, si incominciano a delineare alcuni importanti aspetti giuridici dei possibili procedimenti giudiziari che sorgeranno da questa vicenda e che certamente terranno viva l’attenzione degli addetti ai lavori nei prossimi mesi e anni.

A seguito del disincaglio, sono tre i principali aggiornamenti da segnalare dal punto di vista giuridico:

-  la nave Ever Given è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria egiziana a seguito del reclamo presentato dalla società di gestione del canale di Suez;

- il proprietario della nave avrebbe dichiarato avaria comune; e, infine
- il proprietario della nave avrebbe iniziato un procedimento di limitazione della responsabilità a Londra in base alla Convenzione sulla limitazione della responsabilità dei crediti marittimi firmata a Londra nel 1976, modificata dal successivo Protocollo del 1996, come implementata nel Regno Unito.

Tali eventi non potranno che avere delle conseguenze nell’identificazione delle scelte processuali degli operatori marittimi italiani, siano essi caricatori o ricevitori, noleggiatori o armatori coinvolti (direttamente o indirettamente) nell’incidente occorso alla nave "Ever Given".

Per quanto riguarda gli interessati al carico a bordo della nave, l’avaria comune avrà certamente delle conseguenze immediate. Infatti, in caso di avaria comune tutti gli interessati alla spedizione si ripartiscono in base a tale procedimento le spese incorse per la salvezza della spedizione posta in pericolo. È possibile che i presupposti per la dichiarazione di avaria comune siano oggetto di contenzioso, per stabilire se la nave si trovasse effettivamente in una situazione di pericolo e se l’atto di avaria sia dunque giustificato. Senza volere entrare nel merito della questione, dal punto di vista pratico invece i proprietari delle merci stivate nei contenitori a bordo della nave saranno dunque chiamati dal liquidatore di avaria a fornire una garanzia dell’assicuratore del carico, insieme a un “average bond”. Qualora la merce stivata all’interno dei contenitori sia stata assicurata, è infatti molto probabile che il rischio per contribuzione in avaria comune sia coperto e, pertanto, saranno gli assicuratori a rilasciare la relativa garanzia. Nel caso in cui la merce non sia invece assicurata, allora saranno i proprietari della merce a fornire un deposito in denaro il cui importo (normalmente una percentuale del valore della merce) verrà determinato dal liquidatore di avaria. Il mancato pagamento del deposito farà sorgere in capo al proprietario della nave un diritto di ritenzione sulla merce, quando la merce potrà essere sbarcata.

Gli interessati al carico potrebbero vantare dei reclami attivi nei confronti del vettore marittimo (la nave è noleggiata a tempo al vettore di linea Evergreen) sia per danni materiali o perdite derivanti dal ritardo o per danni economici derivanti dal ritardo. La causa di tali danni andrà probabilmente ricercata non soltanto nell’incaglio, ma anche nell’attuale sequestro delle autorità egiziane. La società Evergreen ha dichiarato di non essere responsabile per i danni da ritardo, non garantendo una specifica data di arrivo a destino della merce. Il modello di polizza di carico della società Evergreen disponibile on line sul sito della società indica infatti che il vettore “does not undertake that the Goods shall arrive at the port of discharge or place of delivery at any particular time or to meet any particular market or use” e che “shall in no circumstances be liable for any indirect or consequential loss or damage caused by delay”.

In ogni caso, un eventuale responsabilità per i danni derivanti dal ritardato arrivo a destino della merce andrà probabilmente esaminata in base alla normativa uniforme applicabile in materia di polizza di carico (il modello di polizza di carico disponibile sul sito della Evergreen contiene un espresso rinvio alla Convenzione sulla polizza di carico del 1924, c.d. “clausola paramount”), verificando, innanzitutto, l’applicazione della stessa disciplina ai danni da ritardo (non solo ai “physical loss or damages” ma anche ai danni di carattere strettamente economico), quindi l’eventuale rilevanza di eventi esonerativi della responsabilità vettoriale e infine l’assoggettamento di tale eventuale responsabilità al limite per collo/unità o peso.

Terze parti estranee al viaggio della nave “Ever Given” (siano essi armatori o noleggiatori di navi che stavano transitando sul canale o in attesa di transitare, o che hanno deciso di deviare la rotta originariamente prevista passare per il canale di Suez) potrebbero avanzare reclami per perdita di nolo o, più in generale per perdita di profitto, oltre spese (per esempio il bunker consumato in attesa o per la deviazione) nei confronti del proprietario della nave “Ever Given” o nei confronti della società di gestione del canale di Suez.

In ogni caso si tratterebbe di azioni extracontrattuali, la cui legge applicabile potrebbe essere la legge egiziana se l’azione fosse iniziata nei confronti della società di gestione del canale di fronte a una Corte egiziana. L’azione nei confronti della società di gestione del canale non sarebbe soggetta a limitazione di responsabilità.

Se invece un’eventuale azione extracontrattuale fosse intentata nei confronti del proprietario della nave “Ever Given”, è probabile che tale reclamo possa essere presentato di fronte alla giurisdizione del convenuto (che dovrebbe essere quella giapponese) o alla giurisdizione inglese, ipotizzando l’accettazione della giurisdizione delle corti di Londra, in considerazione dell’inizio della procedura di limitazione davanti alla corte inglese, a cui un eventuale reclamo extracontrattuale sarebbe soggetto. Saranno poi le norme di diritto internazionale privato del tribunale competente a decidere la legge applicabile a tale reclamo extracontrattuale.

Il sipario sulle varie battaglie legali derivanti dall’incaglio della nave "Ever Given" nel canale di Suez si è appena aperto e la scena è adesso in mano ad assicuratori, liquidatori, periti, avvocati e giudici.

*Avvocato, Studio Dardani

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