Porti di Genova e Savona, dopo Paroli ora è caccia al nuovo segretario generale
Sarà Matteo Paroli il nuovo presidente dei porti di Genova e Savona: avvocato, docente di diritto, attuale numero due dei porti di Livorno e Piombino. L’iter di approvazione dovrebbe essere di 45 giorni. Ecco i nomi per il possibile ruolo di segretario generale
di Alberto Quarati
Il bacino storico del porto di Genova
Genova – Sarà Matteo Paroli il nuovo presidente dei porti di Genova e Savona: 56 anni, avvocato, docente di diritto marittimo, attuale segretario generale dei porti di Livorno e Piombino, la sua nomina - anticipata un mese fa dal Secolo XIX - è stata proposta ieri con una lettera inviata dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, al presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, che l’ha avallata in «12 minuti: ho mancato l’obiettivo dei 30 secondi per questioni di segreteria che hanno richiesto un po’ più di tempo». Per Paroli c’è ora l’esame delle commissioni parlamentari preposte: l’iter, salvo sorprese, dovrebbe essere di 45 giorni (tanto durò quello nel 2016 del suo predecessore al netto dei commissariamenti, Paolo Signorini).
«Una sfida impegnativa»
Come ha spiegato ieri sera il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, Paroli «ha una lunga esperienza nel settore marittimo e portuale e la investirà al meglio nell’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale». Un’esperienza iniziata 28 anni fa a capo della sezione Affari legali e appalti dello scalo labronico, piazza complessa e litigiosa nella quale è rientrato da segretario generale nel ’21 dopo aver ricoperto lo stesso ruolo ad Ancona. «Si faceva il mio nome da diverso tempo - dice a questo giornale - ma non mi aspettavo che la lettera partisse proprio stamattina (ieri per chi legge, ndr). L’esperienza a Livorno è stata ed è impegnativa, ma sono molto onorato ed entusiasta per questo nuovo incarico. I porti di Genova e Savona sono un’entità molto complessa, nella quale però lavorano alcune figure eccezionali che ho già avuto modo di conoscere in passato. Vorrei ripartire proprio da qui, e ovviamente dal dialogo con le amministrazioni, quella regionale e quelle comunali, per lavorare tutti nella stessa direzione, perché questi porti sono nodi logistici profondamente connessi con le città e il territorio. Certo, sono sicuro che i prossimi quattro anni, se sarò effettivamente confermato, rappresenteranno l’incarico più complesso che abbia avuto sin qui nella mia carriera, ma del resto tutti noi diamo il massimo quando siamo sotto stimolo». Sul tavolo, tanti dossier: a Genova la Diga e in genere il tema delle interferenze in porto dovute al Piano delle opere, i possibili riflessi della sentenza del Consiglio di Stato sulla concessione di Spinelli attesa già per inizio maggio, gli importanti lavori infrastrutturali attesi da tempo nei porti di Savona e Vado, la ricollocazione dei Depositi chimici oggi a Multedo. Tutti temi riconducibili in sostanza al nuovo Piano regolatore: «Guardi, devo essere onesto e schietto - risponde Paroli - è un po’ prematuro parlare di questo, e sarebbe anche inopportuno da parte mia esprimere adesso delle velleità su un tema così delicato, prima ancora che mi sia presentato all’esame delle Camere...».
Il toto-segretario
Appunto, non c’è ancora il via libera del Parlamento che già si fa il totonomine per il segretario generale: al momento, emergono tutte ipotesi interne alla struttura dell’Authority. In pista ci sono Marco Sanguineri, attuale direttore della Pianificazione e già segretario generale fino al 2021; ma anche di Giovanna Chilà, oggi dirigente del Servizio Concessioni e licenze, già dirigente dell’Autorità portuale di Ancona tra il 2019 e il 2023, dove collaborò con Paroli negli anni in cui quest’ultimo qui era il segretario generale. Senza dimenticare l’attuale segretario ed ex commissario, Paolo Piacenza.
In capitaneria arriva Ranieri
Quella di Paroli non è l’unica novità per i porti di Genova e Savona: ieri, anticipando di pochi minuti il comunicato ufficiale del ministero, Rixi non solo annunciava l’arrivo di Paroli a Genova, ma anche quello del nuovo direttore marittimo della Liguria e comandante della Capitaneria di porto di Genova: si tratta dell’ammiraglio Antonio Ranieri, che dal 28 di questo mese prenderà il posto dell’ammiraglio Piero Pellizzari, che andrà in pensione. Questo significa, spiega Rixi, che il secondo iter che sarà avviato dopo i porti di Genova e Savona sarà quello per la presidenza dell’Authority dello Stretto, di cui Ranieri è l’attuale commissario. Comunque, secondo fonti romane, entro pochi giorni saranno avviate tutte le procedure per nominare i presidenti dei 13 rimanenti porti commissariati.
Diga, in arrivo maestranze da Miami
Parlando a margine dell’inaugurazione del parco delle Dune di Pra’, Rixi è poi intervenuto sulla polemica politica legata ai costi e ai tempi di costruzione della nuova Diga foranea, confermando come aveva già fatto il commissario dell’opera Bucci, il completamento dell’intera struttura nel 2027, «come risulta da una riunione fatta ancora recentemente dai tecnici al ministero. Ci sono stati dei ritardi su un progetto derivante da un bando fatto dal governo precedente all’attuale, ma da maggio ci sarà un’accelerazione grazie all’entrata in servizio di un nuovo impianto per la fabbricazione dei cassoni, oltre all’arrivo di una serie di risorse tecniche della Fincantieri sin qui impegnate nella realizzazione del nuovo terminal crociere di Miami. Poi nel ’27 saremo ancora qui a vedere se l’opera, che deve durare 100 anni, sarà terminata o lo sarà nel ’29. Poi io sono contento che se verrà realizzata la nuova Diga, mentre invece c’è qualcuno che continua a ritenere che non dovrebbe essere realizzata, perché magari vuole conservare posizioni di monopolio all’interno del porto di Genova».
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