Rigassificatore Olt, terminati i collaudi. Adesso è pronto a rifornire le bettoline
Da dopo l’estate, il rigassificatore “Fsru Toscana”, che si trova al largo di Livorno, potrà rifornire di gas naturale liquefatto le bettoline destinate al rifornimento nei porti italiani o dei depositi costieri di gas (Small Scale Lng)
di Alberto Quarati
La bettolina “Avenir Aspiration” si rifornisce dal rigassificatore Olt
Genova - Da dopo l’estate, il rigassificatore “Fsru Toscana”, che si trova al largo di Livorno, potrà rifornire di gas naturale liquefatto le bettoline destinate al rifornimento nei porti italiani o dei depositi costieri di gas (Small Scale Lng). Ieri è stato effettuato l’ultimo collaudo, e la struttura adesso è quasi pronta per effettuare un tipo di operazione che sin qui in Italia non è mai stata possibile. In pista ci sono altri rigassificatori che stanno percorrendo l’iter per arrivare a rifornire le bettoline, in primis il rigassificatore di Panigaglia, ma per il momento la struttura è quella che ha l’iter più avanzato.
Fino a questo momento, i rari bunkeraggi di Gnl nei porti italiani sono stati effettuati con bettoline rifornite dall’estero, in particolare dai terminal di Barcellona e Marsiglia, o dai depositi costieri di Ravenna e Oristano, gli unici abilitati per queste operazioni, secondo il recente studio presentato da Bip Consulting per Assogasliquidi. L’obiettivo strategico dell’Italia sarebbe quello non solo di rifornire le bettoline destinate ai propri porti, ma di poter effettuare un servizio di fornitura anche per mezzi destinati a porti esteri.
Le attività di test sul “Toscana” hanno previsto il trasferimento di Gnl da una piccola nave metaniera, la “Avenir Aspiration” operata da Axpo, al terminale, e viceversa. «Con questo collaudo, il nostro terminale è pronto ad offrire un servizio che risponde concretamente alle esigenze di decarbonizzazione del trasporto marittimo e terrestre» sottolinea Giovanni Giorgi, ad di Olt Offshore Lng Toscana -. Questo progetto è la dimostrazione di come le infrastrutture esistenti possano evolversi per accompagnare la transizione energetica, favorendo l'impiego di combustibili alternativi come il Gnl e, in prospettiva, anche del bio-Gnl». —
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