Crociere cinesi, la crisi dei “piccoli”
Pechino verso la statalizzazione del settore per resistere ai colossi occidentali. Il caso dell'accorpamento di Adora Cruises e Astro Ocean, e quello della piccola Blue Dream travolta dai debiti e dalle tensioni con Tokyo
Il mercato crocieristico domestico in Cina sta attraversando una fase di profonda e turbolenta evoluzione, segnata da una crisi che ricorda le sfide affrontate dal settore in Occidente decenni fa. Tra sequestri giudiziari, tensioni geopolitiche e una concorrenza sempre più serrata, il modello dei piccoli operatori indipendenti sembra destinato a soccombere a favore di un massiccio consolidamento statale.
Il caso emblematico di questa crisi è rappresentato da Blue Dream Cruises. La compagnia ha visto la propria nave, la “Blue Dream Melody”, finire sotto sequestro all’inizio di marzo 2026 a causa di un contenzioso con un fornitore di carburante per un debito non saldato di circa 600 mila dollari. La nave è ferma dall’inizio dell’anno, vittima non solo di problemi finanziari ma anche del deterioramento dei rapporti tra Pechino e Tokyo.
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