Trieste, via libera al terminal sull’ex raffineria Aquila

Trieste - L’Autorità portuale di Trieste ha sottoscritto con Teseco Spa l’atto formale per la concessione delle aree demaniali situate nel comprensorio della ex raffineria Aquila

di Elisabetta Batic

Trieste - L’Autorità portuale di Trieste ha sottoscritto con Teseco Spa l’atto formale per la concessione delle aree demaniali situate nel comprensorio della ex raffineria Aquila per realizzare un terminal infrastrutturato con tre accosti Ro Ro e uno multipurpose per una superficie complessiva di 254 mila metri quadrati. Di questi, 194 mila riguardano aree di proprietà Teseco e 60 mila aree demaniali marittime. Sarà dunque possibile ormeggiare contemporaneamente quattro navi grazie alla nuova infrastruttura (il cui completamento è stimato nell’arco di cinque anni) che prevede un investimento complessivo da parte del privato di 90 milioni di euro. «E’ l’esempio di come un imprenditore non si sia lasciato scoraggiare da un iter lungo e complicato» ha detto la presidente dell’Autorità portuale Marina Monassi evidenziando l’importanza del progetto per lo sviluppo industriale e tecnologico dello scalo giuliano. L’area in questione versa da anni in uno stato di degrado ed è attualmente dismessa (entro febbraio-marzo si conta di portare a termine la demolizione dell’impianto bitumi all’interno della ex raffineria). Al fine di renderla operativa, «faremo la bonifica accollandoci l’onere senza l’aiuto dello Stato» ha riferito il presidente di Teseco Gualtiero Masini precisando che i primi passaggi riguarderanno l’analisi di rischio e la presa di coscienza dello stato di contaminazione per poi procedere con le caratterizzazioni (di concerto con il Ministero dell’Ambiente).

Importanti saranno le ricadute occupazionali quantificate in 570 unità (170 persone come lavoratori diretti e 400 come indotto) che potranno trovare occupazione nell’area ex Aquila. «C’è la possibilità di cambiare faccia a questa città – ha aggiunto Masini – rendendola efficiente». La concessione ha una durata di 60 anni. Il nuovo terminal, collocandosi in prossimità degli accessi della grande viabilità, potrà collegare direttamente alla stessa i flussi di veicoli pesanti ed è prevista anche la realizzazione del bypass ferroviario interno di Aquilinia che permetterà il disimpegno del traffico commerciale da quello privato, potenziando la rete viaria attuale. «Oltre il 50% del traffico – ha puntualizzato il direttore generale di Teseco Stefano Vendrame – dovrà muoversi su ferrovia con raccordi interni al terminal per accelerare i tempi di consegna». L’integrazione delle modalità di trasporto (nave, treno e camion) assicurata dal nuovo terminale consentirà il recupero funzionale della vicina stazione ferroviaria di Aquilinia (distante 1,5 chilometri) considerando lo sviluppo dei servizi RoLa (camion su treno) «che rappresentano un’enorme potenzialità strategica per il porto». Sono passati otto anni dai primi interessamenti del concessionario, ora gli adempimenti burocratici a carico della parte pubblica per questa fase sono terminati, «inizia il capitolo più importante con la ricostruzione di un’area strategica per l’Italia e per il Mediterraneo ma occorre fare presto» ha concluso il presidente di Teseco riferendo inoltre dell’esistenza di contatti con investitori stranieri interessati all’area.

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