Nuove rotte navali per evitare il Mar Rosso: i rischi per l’Italia e l’allarme delle associazioni dello shipping
Dopo gli attacchi terroristici e la decisione delle compagnie, il pericolo è l’aumento dei tempi di consegna e dei prezzi: tutto questo ricadrà sui consumatori. Spediporto: “Il 2024 rischia di aprirsi con prospettive economiche incerte”
Genova – Le navi non passeranno più attraverso il Mar Rosso e il canale di Suez per ragioni di sicurezza. Le rotte verranno riprogrammate, transitando da Capo di Buona Speranza, in Sudafrica. È questa la decisione presa dalle principali compagnie di navigazione, a seguito dei recenti attacchi terroristici ad opera dei ribelli Houthi. Decisione che però preoccupa la portualità italiana per gli effetti che potrà avere sui traffici delle merci nel Mediterraneo: il rischio è un aumento dei tempi di percorrenza e di consegna, che va da 7 a 15 giorni, e dei prezzi.
Questo duro colpo va ad aggiungersi alla direttiva Ets dell’Unione Europea, già contestata degli operatori dei porti italiani.
Le possibili conseguenze per la Liguria
Inevitabile parlare delle possibili conseguenze per i porti liguri. “Credo che avremo un aggiornamento dei flussi di merce in arrivo – commenta il direttore generale di Spediporto, Giampaolo Botta – Alcune navi arriveranno in ritardo e, dunque, andranno riprogrammate le relative operazioni. Per ora non penso ci saranno particolari riflessi sui volumi, ma ritengo soprattutto sui costi di trasporto”.
“I tanti conflitti in giro per il mondo preoccupano il commercio internazionale come testimonia la decisione di creare una forza internazionale per garantire la sicurezza delle navi mercantili lungo la rotta del Mar Rosso – continua Botta – L’aumento dei costi di trasporto sarà inevitabile, i mercati ne risentiranno e il 2024 rischia di aprirsi con prospettive economiche più incerte di quanto auspicato fino a poco tempo fa”.
La preoccupazione di Assoporti
Non solo Genova, ma l’Italia intera rischia di essere colpita da questa decisione. “L’instabilità geopolitica e ciò che la riguarda ci preoccupa per gli effetti sulla movimentazione delle merci, i tempi di consegna e i prezzi dei noli, con conseguente riflesso sul costo dei beni al consumatore finale – commenta il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri – Se la situazione si dovesse protrarre nel tempo, per i porti italiani sarebbe un danno serio. L’auspicio è che si possa giungere ad una risoluzione di questa criticità nel più breve tempo possibile.”
L’appello di Confitarma
“Mare insicuro significa mare costoso – sottolinea il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto – Quando un'area entra in una fase di insicurezza i costi delle merci che passano di lì crescono per tutti”. Tra questi, c’è da considerare anche l’aumento delle coperture assicurative, ribaltate poi sulle merci trasportate e sui consumatori finali.
Confitarma lancia un appello alla Presidenza del Consiglio e al ministero della Difesa: “Si potrebbe valutare il dispiegamento di un’unità navale della Marina militare italiana in quell’area. Questo è l’allarme urgente che abbiamo rivolto a chi può prendere velocemente una decisione”.