Metà delle navi ordinate nel 2023 nel mondo userà carburanti alternativi, in Italia sono 126 su 145
L’alimentazione a Gnl è la più richiesta
La Costa Smeralda, nave alimentata a gnl
Genova - Quasi la metà delle nuove navi ordinate nel 2023 (in termini di tonnellaggio), sono alimentate con combustibili alternativi. L'order book mondiale dice che le navi del futuro sono già in cantiere. I dati riportati da "Port infographics 2024" pubblicato da Assoporti e Srm, evidenziano l'avanzamento della transizione green nel settore marittimo e fanno il punto anche sugli armatori italiani, attraverso gli ordini commissionati ai cantieri navali. Nel 2017 il 2,3% delle flotte utilizzava carburanti alternativi, nel 2023 la percentuale è salita al 6% e nel 2030 sarà il 23%, sottolinea l'analisi. L'attenzione è verso navi sempre più green, verso emissioni zero. In tutto si parla di 552 navi green.
Il 40% a Gnl, il 24% a metanolo, il 23% con batterie ibride, l'8% a Gpl, l'1% ad ammoniaca. E l'Italia è ben avviata sulla strada della decarbonizzazione dello shipping: 126 delle 145 navi ordinate prevedono l'uso di carburanti alternativi a partire dal Gnl gas naturale liquefatto che, in attesa di capire quale sarà la rotta futura, è la scelta prediletta nella transizione. L'81% utilizzerà Gnl e il 53% sarà predisposto per l'ammoniaca e in alcuni casi le nuove unità potranno utilizzare entrambi i carburanti. Nel dettaglio: 32 navi saranno alimentate a Gnl, altre 36 oltre al Gnl saranno pronte ad utilizzare anche l'ammoniaca, 10 Gnl, ammoniaca e metanolo; altre 10 a batteria ibrida e pronte per l'ammoniaca; 7 ammoniaca; 14 batteria ibrida; 9 Gnl e metanolo; 4 metanolo, 2 Gln celle combustibili e idrogeno; 1 Gnl e celle combustibili, 1 batteria ibrida e Gnl.
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