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L’Indonesia vuole la nostra “vecchia” portaerei Garibaldi

L’interesse della Marina indonesiana per l’ex ammiraglia italiana: così il Sud Est asiatico potrebbe contrastare lo strapotere cinese

di Matteo Martinuzzi
2 minuti di lettura

Genova – L’Indonesia avrebbe messo gli occhi sulla nostra portaerei Giuseppe Garibaldi. Lo riportano diversi media indonesiani.

Se l’affare dovesse concretizzarsi, la storica nave della Marina Militare avrebbe una seconda vita nel Sud Est asiatico e non vorrebbe così trasformata in un museo all’interno di un porto italiano. Infatti lo scorso anno un progetto in tal senso, elaborato dal Centro Studi Giuseppe Bono, prevedeva di destinare l’unità nello specchio portuale sotto la Lanterna, entrando nel sistema dei musei del mare della città. Questa soluzione aveva creato malumori a Taranto, visto che anche la città pugliese ambiva ad avere la “Garibaldi” come nave museo, già scottata dalla vicenda della Vittorio Veneto che aveva finito i suoi giorni in un cantiere di demolizione turco.

Ora è arrivata l’ipotesi della cessione all’Indonesia della nave.

La “Garibaldi”, al momento del suo varo avvenuto nel cantiere di Monfalcone nel 1983, era la più grande costruzione militare italiana dalla fine del secondo conflitto mondiale. Entrata in servizio nel 1985 è stata l’ammiraglia della nostra marina fino alla consegna della portaerei Cavour. Concepita come incrociatore portaeromobili, divenne effettivamente la prima portaerei della Marina Militare quando venne modificata la legge che vietava di imbarcare sulle nostre unità militari velivoli ad ala fissa. Nel 1991 vennero consegnati i primi due Harrier AV-8B plus dando inizio alla storia della nostra aviazione imbarcata. Protagonista in tutte le principali operazioni internazionali dove l’Italia è stata impegnata negli ultimi trentacinque anni, è stata ritirata dal servizio attivo lo scorso primo ottobre, venendo sostituita dalla portaelicotteri d'assalto anfibio Trieste che è in grado di imbarcare anche i velivoli F-35B. Questo permetterà alla nostra marina di mantenere la sua proiezione aerea anche quando la portaerei Cavour sarà in manutenzione o non disponibile.

La “Garibaldi” essendo stata ritirata dal servizio attivo da poco è in perfette condizioni e per questo molto appetibile da parte della marina indonesiana. Ricordiamo che quest’ultima ha già “fatto la spesa” in Italia visto che ha acquistato due nostri Pattugliatori Polivalenti d'Altura (PPA). Si tratta del quinto e del sesto dei sette PPA ordinati nel 2015 a Fincantieri dalla Marina Militare. Queste unità da 143 metri e 6.200 tonnellate di dislocamento a pieno carico sono gli ex-Marcantonio Colonna e Ruggiero di Lauria, che sono state rispettivamente ribattezzati KRI Brawijaya e KRI Prabu Siliwangi.

Questi investimenti significativi mirano in particolare a rafforzare le forze navali indonesiane di fronte alla crescente potenza della flotta cinese. Se la “Garibaldi” venisse acquisita, l’Indonesia diventerebbe l'unico paese del Sud-Est asiatico ad avere una portaerei al di fuori della Thailandia. Quest'ultima dispone della Chakri Naruebet, un'unità lunga 182 metri e con un dislocamento a pieno carico di 11.700 tonnellate. Costruita dal cantiere navale Navantia di Ferrol, il Chakri Naruebet fu consegnato nel 1997 alla Marina militare thailandese, che aveva anche acquisito 9 vecchi aerei a decollo corto e atterraggio verticale della famiglia Harrier. Pare però che oggi questi velivoli non siano più operativi, poiché vetusti e privi di pezzi di ricambio. Per questo la Thailandia starebbe utilizzando questa nave solo come portaelicotteri.

Se l'Indonesia acquistasse la “Garibaldi”, diventerebbe così l'unico paese della regione ad avere una portaerei operativa a patto che Giacarta acquisti anche i vecchi Harrier italiani o almeno parte di essi (all’epoca il nostro paese acquistò 18 velivoli di questo tipo). Ma la nostra bella ex-ammiraglia potrebbe essere impiegata anche nel ruolo di porta-droni sfruttando lo skyjump della nave.

Nave museo o una seconda vita in Asia con l’ennesimo ottimo affare per il nostro sistema Paese? Nei prossimo mesi conosceremo il destino dell’unità che porta la matricola C 551.

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