Crociere, militare, nucleare: Folgiero (Fincantieri), l’intervista esclusiva
“Noi gestiamo cantieri che sono già dedicati in modo distinto alle due diverse produzioni, quella militare e quella civile. Ma il sistema Fincantieri consente anche una maggiore flessibilità”
SIMONE GALLOTTI
Pierroberto Folgiero
«Utilizzando un’espressione un po’ romantica, l’Italia ha capito che è bene lucidare i gioielli di famiglia per presentarli al meglio sul mercato internazionale non solo per scopi industriali, ma anche più ampi».
Pierroberto Folgiero ha appena incassato una semestrale molto positiva: i numeri sono in crescita anche per il futuro e l’ad di Fincantieri non nasconde che il ruolo del colosso navalmeccanico italiano sia ora diventato anche geopolitico, come forse mai nella storia del Paese.
Partiamo dalle sfide. Come intendete bilanciare la produzione militare e quella civile delle crociere?
«Noi gestiamo cantieri che sono già dedicati in modo distinto alle due diverse produzioni, quella militare e quella civile. Ma il sistema Fincantieri consente anche una maggiore flessibilità: abbiamo altri siti produttivi che sono versatili, ibridi, in grado cioè di realizzare entrambi i prodotti, a seconda della domanda del mercato. E questo ci rende praticamente unici: gestiamo infatti un sistema di cantieri che garantisce grande flessibilità. Quindi abbiamo nella zona della Spezia l’anima e le competenze delle costruzioni militari, mentre a Genova la parte di concept, ingegneria e impostazione, oltre alla costruzione del civile affidata a Sestri Ponente. L’Adriatico è invece super specializzato nel cruise con Monfalcone, Marghera e Ancona. La flessibilità di cui parlavo prima è assicurata invece da Castellammare e Palermo che possono supportare a seconda delle esigenze, sia il civile che il militare».
E poi c’è l’estero…
«Se allarghiamo l’orizzonte possiamo contare anche sui bacini in Romania che già oggi producono tronconi per le navi da crociera che vengono poi finalizzati in Italia (...)».
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